Progettazione e Architettura

Italiana Costruzioni: «Alleanze con i progettisti per centrare gli obiettivi»

Paola Pierotti

Intervista agli ad Attilio e Luca Navarra. ll gap che ha separato per molto tempo architetti e imprese, per i soci di Italiana Costruzioni, si supera solo cambiando l'approccio culturale. «Per noi l'appalto integrato è un'opportunità, per tante altre imprese è un dispendio di energie con un costo aggiuntivo nel processo produttivo

«Siamo un'impresa di costruzioni e da quindici anni lavoriamo per valorizzare l'aspetto progettuale. Crediamo che l'attività degli architetti debba andare di pari passo con la nostra e che una debba aiutare l'altra: la fase della progettazione nuda a cruda va vissuta anche dalle imprese e quella della costruzione deve contare sulla supervisione costante dei progettisti». Attilio Navarra, classe 1969, presidente e ad di Italiana Costruzioni, racconta così la filosofia dell'azienda familiare, guidata insieme al fratello e altro ad Luca Navarra, classe 1971, che oggi conta 450 persone nei tre settori, appalti, immobiliare e facility management. Di questi, 130 dipendenti sono impegnati nell'area appalti che nel 2013 ha fatturato 125milioni e prevede di salire a 140 nel 2014.

Da Milano a Roma, ecco alcune opere realizzate dall'impresa (fotogallery)

Italiana Costruzioni è stata protagonista nella costruzione del Museo Maxxi di Zaha Hadid, sta lavorando a Maranello per Ferrari con Jean-Michel Wilmotte e a Monza, nella Villa Reale, con Michele De Lucchi. La società ha lavorato al fianco dei più grandi studi italiani come quello 5+1AA, Cino Zucchi e di Dante Benini, ha vinto anche l'appalto per la costruzione del padiglione italiano per Expo 2015 firmato da una cordata guidata dai romani Nemesi&Partners (leggi qui l'approfondimento sulla gara per il padiglione italiano ) . «Nella maggior parte delle situazioni in cui ci siamo trovati a lavorare – racconta Attilio Navarra – siamo riusciti a dissipare la riserva mentale, quel conflitto che separa tradizionalmente progettista e impresa: abbiamo voluto dimostrare che uno senza l'altro è costretto ad affrontare maggiori difficoltà».

Questa filosofia è maturata in famiglia ma è diventata un modo di lavorare quando l'azienda è passata nelle mani dei quarantenni di oggi. «Favoriti dalle influenze internazionali e dai viaggi che più spesso si fanno per lavoro o piacere – racconta Luca Navarra – per noi e per molti colleghi imprenditori della nostra generazione è risultato naturale investire nella ricerca di qualità architettonica, negli interni e nell'edilizia privata. Sicuramente il salto di qualità – aggiunge – è stato possibile anche grazie all'offerta di buona architettura sul territorio nazionale che ci ha stimolato anche nella promozione di concorsi». Gran parte delle iniziative di Italiana Costruzioni partono infatti da consultazioni ristrette: «misuriamo le professionalità sul campo, e con questa fase di sperimentazione e ricerca abbiamo oggettivamente cambiato l'approccio nel fare operazioni immobiliari». Il valore aggiunto non è facile da quantificare «ma lo riscontriamo nella vendita del singolo appartamento» commenta Luca Navarra.

Il gap che ha separato per molto tempo architetti e imprese, per i soci di Italiana Costruzioni, si supera solo cambiando l'approccio culturale. «Per noi l'appalto integrato – spiega Attilio Navarra – è un'opportunità, per tante altre imprese è un dispendio di energie con un costo aggiuntivo nel processo produttivo. Non è che noi assecondiamo le fantasie dei diversi architetti – ribadisce Navarra – ma chiediamo di darci la loro disponibilità nel processo produttivo e di allineare le scelte progettuali all'ottica dell'impresa". Italiana Costruzioni ha al suo interno un ufficio tecnico e un ufficio acquisti che partecipa alle scelte dei professionisti: "se un progettista ci chiede di utilizzare un materiale innovativo – esemplifica l'ad – ci attiviamo per fare un'indagine di mercato e prima di optare per la nuova soluzione teniamo conto allo stesso tempo di performance e costi».

Ma le imprese di costruzioni che hanno a cuore il progetto, che tipo di architetti cercano? «L'identikit del progettista ‘giusto' è quello di chi ha quelle idee geniali che solo un architetto può avere, e un'impresa no" dice Attilio Navarra portando come esempio Cino Zucchi, con cui ha appena avviato un cantiere per delle torri residenziali di 10mila mq di superficie a ridosso dell'area di Porta Nuova. «Lavoriamo bene con quei progettisti di cui riconosciamo le idee geniali ma per funzionare con noi devono saper ascoltare, e capire se dal punto di vista realizzativo le soluzioni proposte convengono anche dal punto di vista economico».

Le imprese di costruzioni sempre più spesso diventano la committenza o sono partner di gare importanti. Il rapporto tra costruttori e progettisti è inevitabile ed è da coltivare con metodo, creatività e intraprendenza. «Importante è condividere che dalla sinergia si crea valore, non solo ricchezza. Valore in termini di benessere per chi compra, chi vive in città. Stiamo lavorando su più fronti – precisano dalla società – non ultimo anche per valorizzare il marchio della nostra impresa, la storia, la qualità del lavoro all'interno della nostra azienda».

L'ultima opera completata da Italiana Costruzioni è l'edificio residenziale per 25 alloggi firmati da Westway Architects a Milano


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