Progettazione e Architettura

I progetti dei piani per le piccole opere? Sono occasioni perse per i professionisti

Paola Pierotti

Piano di edilizia scolastica, e piano 6mila campanili. Poca pubblicità alle iniziative, prevalgono gli affidamenti diretti o i progetti in house

Piano Città, Seimila campanili, Piano per l'edilizia scolastica: tre iniziative che lette dal punto di vista dei progettisti si traducono in migliaia di progetti. Peccato che la maggior parte dei professionisti (architetti, ingegneri e geometri) non conosca questo mercato potenziale o comunque non possa accedervi. I lavori sono di vario tipo: dalle infrastrutture alla messa in sicurezza di edifici esistenti, dalla sistemazione di aree esterne alla realizzazione di scale di sicurezza.

Progetti ordinari spesso di qualche decina di migliaia di euro di importo lavori, briciole che potrebbero essere il pane per i tanti professionisti disseminati sul territorio nazionale. Opportunità di fatto bruciate perché nella maggior parte dei casi restano all'interno degli Uffici tecnici dei comuni o più spesso transitano in qualche studio di progettazione chiamato direttamente o con una selezione informale.

Facendo uno zoom a campione sul territorio veneto e intercettando due opportunità con lavori dell'ordine dei 200mila euro, nel comune di Asigliano Veneto in provincia di Vicenza (894 abitanti) e nel comune di Nogara in provincia di Verona (8644 abitanti), si riscontra che in entrambi i casi la Pa ha optato per l'affidamento esterno della progettazione. Nel primo caso il lavoro riguarda la messa in sicurezza, l'adeguamento statico e sismico del primo lotto di una scuola elementare: «abbiamo affidato ad un professionista locale esterno la progettazione – spiega il sindaco Fabrizio Ceccato – non avendo all'interno della nostra struttura un professionista laureato. L'incarico è sotto soglia, abbiamo affidato la progettazione ma no abbiamo ancora appaltato perché c'è un ricorso al Tar contro la graduatoria del ministero» precisa Ceccato.

Anche il secondo comune, Nogara, ha affidato esternamente la progettazione per il rifacimento delle coperture e rimozione del manto di amianto della palestra di una scuola elementare. «Non abbiamo il tempo per svilupparlo internamente – hanno detto dall'ufficio tecnico – abbiamo fatto un affidamento diretto, visto eravamo sottosoglia».

Il "parco progetti" di queste tre iniziative statali prese in considerazione (scuole, 6mila campanili e Piano Città) sono di fatto un problema per i progettisti che non sono a conoscenza delle opportunità ma anche per le Pa. A descrivere la questione nei dettagli è Arnaldo Toffali, presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona e dirigente responsabile dell'ufficio tecnico del comune di Villafranca di Verona (altro comune che ha ricevuto un finanziamento statale di oltre 900mila euro per la riqualificazione e la messa in sicurezza del volume esistente e l'ampliamento di una scuola in una frazione del comune). «La situazione è complessa, tanto per cominciare - spiega Toffali – in linea teorica non ci potrebbe essere una Pa che ha agli atti un progetto esecutivo (come richiesto dal piano statale) che non sia già inserito nel programma delle opere triennale delle pubbliche, già finanziato». «Non ci sono i tempi tecnici per elaborare un preliminare, un definitivo, ottenere i pareri e puntare ad andare in gara per i lavori entro il 28 febbraio» aggiunge Toffali. Dopo aver valutato vie alternative, l'architetto è stato incaricato come progettista e come Rup per l'intervento della scuola.

«Non riuscivamo ad affidare esternamente l'incarico perché non avevamo disponibilità finanziaria: non essendo nel quadro economico è impossibile mettere a budget anticipatamente l'incarico al professionista». Villafranca è il secondo comune della provincia dopo Verona e l'ufficio tecnico è riuscito a mettere a punto in house un progetto esecutivo (che molti altri comuni non riescono però a fare con risorse proprie) ma già anticipa che «una volta ottenuto il finanziamento – dice Toffali – ci si dovrà avvalere di affidamenti sotto i 40mila euro per coinvolgere dei professionisti per eventuali progettazioni specialistiche».

Toffali lamenta l'impossibilità di svolgere una procedura corretta con le tempistiche indicate e lo dice sia dal punto di vista dei progettisti che rappresenta come presidente dell'Ordine sia come responsabile dell'ufficio tecnico di un grande comune.

Da Vibo Valentia a Bologna, altri colleghi, presidenti degli Ordini concordano sul fatto che il "parco progetti" non sia un'opportunità per i professionisti. «La maggior parte dei comuni, degli enti e delle scuole predispongono degli elenchi per incarichi sotto i 100mila euro. L'unico modo per divulgare l'informazione è quello di farlo veicolare attraverso l'Ordine professionale – dice Fabio Foti, presidente degli Architetti di Vibo Valentia – ma in generale non c'è molta trasparenza: più della metà delle opportunità non vengono condivise. E quando gli avvisi restano sull'albo pretorio dei singoli enti, i professionisti non sono nelle condizioni di poter accedere al mercato».

Stessa voce anche da Bologna. «Ogni comune si muove in modo autonomo – commenta il presidente degli Architetti Giorgio Giannelli - gli Ordini non vengono avvertiti. C'è poca trasparenza: io sono iscritto in 40-50 elenchi ma sono stato chiamato una sola volta per una gara tra cinque professionisti. La formula degli elenchi si presta per procedere per conoscenze dirette e procedure clientelari, per lavori piccoli è comprensibile ma – aggiunte Giannelli – resta il fatto che il lavoro pubblico è particolarmente formativo soprattutto per le giovani generazioni, e questa è un'occasione persa. La via migliore resta sempre quella dei piccoli concorsi che non costano nulla e fanno emergere la qualità del progetto» ma in questi casi i tempi sono così stretti che il tema del concorso non può sfiorare nemmeno il tecnico più illuminato.


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