Progettazione e Architettura

Milano, la firma di Ghigos Ideas nella nuova sede di Sae Institute

Monica Zerboni

Ha inaugurato nel settembre 2013 la nuova sede milanese di SAE Institute, Creative Media College, scuola con sedi in varie parti del mondo.
Realizzato dal gruppo Ghigos Ideas, il progetto ha riqualificato e dato un nuovo volto ad un edificio già esistente, in precedenza sede di uffici.
Scenario dell'intervento è uno dei centri nevralgici della creatività di Milano, Lambrate, un quartiere a carattere post-industriale, negli ultimi anni oggetto di numerose riconversioni delle antiche fabbriche in residenze e uffici di lusso.

Il gruppo di Ghigos Ideas si caratterizza per una marcata multidisciplinarietà nei suoi progetti, nei quali architettura, design e arte convivono e si fondono così da ottenere la dissoluzione dei confini disciplinari. Quale scelta dunque migliore per dare identità a una istituzione basata proprio sulla più avanzata commistione dei generi?
I lavori di riqualificazione sono durati soltanto pochi mesi, ma hanno radicalmente cambiato l'aspetto dell'edificio.
Primo passo dei progettisti è stato quello di intervenire sulla facciata del fabbricato, al fine di realizzare un' operazione di vero e proprio marketing urbano.

Una nuova veste rende l'edificio non soltanto ben visibile dalla strada ma lo trasforma in parte viva ed attiva dello skyline del quartiere, così perdere la semplice funzione di contenitore di attività e di acquisire una propria valenza architettonica.
Lavorando sulla moltiplicazione del marchio, il progetto si sviluppa dagli esterni agli interni e si declina in tutti i suoi possibili aspetti, dall'architettura agli arredi, alla grafica.
Il nuovo abito prende la forma di un racconto per immagini che, pur con semplicità di mezzi, illustra gli insegnamenti che si impartiscono all'interno della scuola ed esprime attraverso il linguaggio dei segni la sua mission.

«Abbiamo realizzato un progetto che ha lo scopo di rafforzare l'identità dell'azienda e comunicare un messaggio fortemente riconoscibile» affermano gli architetti.
Estesa su una superficie di 3mila metri quadrati completi di spazi esterni, la scuola si sviluppa su tre piani che accolgono al piano terra, oltre alla reception, un'aula-eventi e le grandi sale di registrazione e di posa. Uffici e aule si trovano al primo piano e altri studi di registrazione ai livelli superiori. Nel seminterrato invece sono stati allestiti laboratori di vario tipo, sale sound e sale color e montaggio.

Domina il progetto il logo SAE con la sua grafica costituita da un pattern di linee orizzontali. Queste vengono di volta in volta scomposte nei suoi elementi minimi per diventare strumento di comunicazione .
Il marchio si trasforma nella matrice formale della facciata. Questa risulta parzialmente rivestita da una seconda pelle metallica che permette un doppio livello di lettura, quella della struttura preesistente e quella del nuovo intervento.
Il rivestimento, creando giochi grafici e volumetrici, concede il passaggio della luce naturale e valorizza l'edificio preesistente in un gioco di contrasti fra il bianco e l'azzurro.

Anche gli interni sono realizzati con pochi colori, utilizzando tutte le sfumature del blu.
ll segno grafico invade gli spazi dove risulta sia elemento compositivo che strutturale. A volte è solo un nastro che attraversa i corridoi accompagnando i percorsi ed incorporando la segnaletica interna, altre volte è un pentagramma immaginario che si srotola lungo i corridoi. A tratti il segno si materializza e diventa funzionale: ora è una seduta che accoglie all'ingresso della scuola, ora sono tagli di luce che dirigono verso la reception. Le grafiche sono studiate per richiamare l'onda sonora e altre peculiarità della didattica, mentre immagini stilizzate del mondo e gigantografie di paesaggi contemporanei paiono alludere al respiro internazionale della scuola.


Credit:
General Contractor e ristrutturazione: SM di Pino Stillitano
Progettazione spazi tecnici: SM di Pino Stillitano
Concept design: Ghigos Ideas


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