Progettazione e Architettura

Contro la crisi l'azienda Castelli si allea con gli architetti: «Progetto motore del business»

Paola Pierotti

La Paolo Castelli è un'azienda emiliana che si occupa di design, product design e contract. Una realtà tutta italiana con un fatturato di 14 milioni (in crescita rispetto all'anno precedente e con il 25% delle commesse all'estero), 27 dipendenti e una ricca rete di consulenti esterni che vengono coinvolti per progetti specifici. «La nostra azienda – racconta Paolo Castelli, ad dell'azienda con sede a Ozzano (Bologna) – è riuscita a crescere puntando sulla consapevolezza che il progetto è il motore principale del business. Per noi il buon rapporto con il tecnico è il pane quotidiano». La Paolo Castelli lavora con architetti come Michele De Lucchi e Angelo Micheli, Studio Lissoni Associati e Open Project, Andrea Maffei Architects e Luca Scacchetti. Tra le operazioni più significative quella del Grand Hotel e Parc Hotel Billia a Saint Vincent progettato dallo studio Lissoni, la progettazione della Manica Lunga alla Fondazione Cini e la nuova Biblioteca Laudense con studio Amdl e progetto di Angelo Micheli e ancora la nuova sede del Cna di Roma con progetto Open Project.
L'azienda investe nella gestione del rapporto con il progettista, dalla definizione del progetto alla realizzazione del prodotto. «Non di rado ci capita di riscontrare perplessità e incertezze sui dettagli che ci propongono gli architetti, ecco allora che l'azienda, con il suo staff di tecnici, può aiutare a trovare soluzioni per il dettaglio costruttivo mancante – racconta Castelli –. Veniamo incaricati spesso per mettere in campo un'attività di scouting tra le soluzioni tecniche possibili, per avanzare ipotesi economiche e proporre arredi costruibili».

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Tra gli architetti-partner più consolidati c'è Angelo Micheli. «Micheli è un artigiano ma anche un grande tecnico. Un progettista che non chiede mai cose impossibili, che ha rispetto per le indicazioni della committenza e per i vincoli del budget» racconta Castelli. «Per un progettista come me – ribatte Micheli – la Paolo Castelli è un'azienda ottima perché è possibile il confronto diretto tra chi elabora il progetto e chi poi lo costruisce». Micheli ha un'esperienza ormai trentennale sul campo, e dalla progettazione di prodotti di industrial design ha accompagnato l'azienda nel settore contract grazie al quale si costruiscono dei veri e propri ambienti: non è arredamento, ma sono architetture vere e proprie dove interagiscono ingegneri, architetti e impiantisti. «Il progetto è un mix di tante cose, è l'idea del progettista – racconta Micheli – ma è anche frutto della capacità di ascolto e di interpretazione dei desideri del cliente e di chi userà questi spazi. Il progetto – aggiunge – è il risultato di una serie di informazioni, è il rispetto dei vincoli, delle norme, ma anche dei costi dettati dal cliente e infine delle esigenze della fattibilità».
Il rapporto tra progettista e imprenditore si inserisce nella più ampia filosofia aziendale: «Non si può rimetterci altrimenti è beneficienza e non si può non guardagnarci altrimenti è un hobby» dice chiaramente l'imprenditore emiliano. Arredo, architettura e impianti viaggiano insieme; progettisti, clienti e aziende dialogano dal primo all'ultimo giorno. La chiave del successo è la stessa per Paolo Castelli e per Angelo Micheli: in ogni commessa bisogna riuscire a realizzare un progetto ad hoc, un capo su misura che abbia un alto profilo artigianale e che sia di alto livello artistico.

Le aziende di eccellenza del made in Italy investono sulla cultura. «Guardando al futuro – dice Castelli – credo che sia necessario tornare all'arte che è inimitabile. Ecco allora che bisogna spiegare ai clienti che siamo in grado di realizzare prodotti ad hoc, con una rete di artigiani che distano al massimo 10 km dalla nostra base, capaci di tradurre un progetto artistico in design».
Angelo Micheli con Castelli ha firmato la ristrutturazione architettonica e sviluppato gli interni di numerosi interventi. «Alcuni prodotti fatti ad hoc sono entrati nei cataloghi dell'azienda – ha detto l'architetto –. Ogni volta, quando lavoro a un progetto, penso prima di tutto a chi utilizzerà gli spazi, è stato così quando abbiamo lavorato ad esempio per i nuovi uffici e gli sportelli dell'azienda Hera. Il progetto deve migliorare gli spazi di chi lavora e chi vive. Il mercato a volte fatica a capire i progetti perché non di rado questi stanno più avanti nell'asse del tempo, ma se il prodotto merita e propone novità profonde, e non superficiali, saprà apprezzato e scelto».

Paolo Castelli spa ha realizzato anche gli interni del nuovo centro buddista di Peia Associati


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