Progettazione e Architettura

Un edificio di 2mila mq costruito in un giorno: dagli Usa la stampante 3D per cantieri low cost e «robotizzati»

Mila Fiordalisi

Il prototipo realizzato dall'università della Southern California si chiama Countour Crafting e permette di abbattere fino al 35% i costi complessivi di progetto

Costruire multipiano fino a 2mila mq di superficie in un solo giorno. No, non è fantascienza, perché il prototipo della tecnologia in grado di ottenere un simile risultato è stato già creato dall'Università della Southern California.
Countour Crafting, questo il nome della tecnologia messa a punto dal team di ricercatori capitanato dal professor Behrokh Khoshnevisk, è di fatto la stampante 3D più grande al mondo. Il sistema permette di realizzare abitazioni attraverso una «gittata» stratificata di cemento a presa rapida -ma è possibile utilizzare anche altri materiali, puntualizza il team d'oltreoceano. Il tutto sulla base del progetto elaborato su pc: tutti i dati vengono inviati ai bracci robotici e agli ugelli di estrusione della gigantesca macchina che sono in grado di riprodurre strato dopo strato l'edificio, con una precisione del 100% innalzando velocemente muri e pareti. Non solo: nella fase di costruzione vengono inseriti anche impianto idraulico ed elettrico e anche in questo caso il maxi robot sa esattamente dove e quando posizionare condutture ed altri elementi impiantistici tenendo conto delle informazioni elaborate dal software. E la macchina si occupa anche di realizzare le finiture superficiali. Insomma la casa viene fornita «chiavi in mano» e se è vero che inizialmente è stata pensata per aree colpite da catastrofi naturali ed eventi sismici disastrosi la squadra americana ne ha in un secondo momento esteso la «destinazione d'uso», concentrandosi per l'appunto anche sull'edilizia urbana.

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Stando a quanto si legge nello studio pubblicato dal professor Khoshnevisk (
clicca qui per scaricare il documento ), l'utilizzo del Countour Crafting consentirebbe di abbattere del 20-25% i costi complessivi di progetto sia per la drastica riduzione dei tempi di cantiere sia per il controllo in tempo reale dell'evoluzione del progetto. Sempre intorno al 25-30% il risparmio sul fronte «rifiuti»: la macchina è calibrata per accogliere il materiale necessario alla costruzione della casa sulla base dei parametri inseriti e quindi non ci sono sprechi né successive sostanze da smaltire. E sale invece al 45-55% il risparmio sui costi di lavoro considerato che la macchina è di fatto completamente automatica e che quindi è l'unica «protagonista« in cantiere. Su questo punto sono però piovute molte critiche al progetto: se l'edilizia dovesse convertirsi a sistemi di questo tipo la disoccupazione crescerebbe in maniera abnorme e come si compenserebbe il danno?


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