Progettazione e Architettura

Pelle dorata per custodire il tempio buddista più grande d'Europa

Paola Pierotti

Restauro filologico degli edifici esistenti e nuova costruzione per il centro buddista più grande d'Europa pronto nel milanese (nel comune di Corsico). L'architettura, un'opera da 10 milioni di euro, è firmata dallo studio Peia Associati

Con l'inizio del 2014, il Kaikan di Corsico, il più grande centro buddista europeo firmato Peia Associati, ha già ospitato un incontro di livello europeo. Un'operazione da circa 10 milioni di euro che prevede la ristrutturazione di una cascina e di altri immobili esistenti e la costruzione ex novo di un nuovo edificio avvolto da una pelle in rame color oro che sale da un bacino d'acqua.

Il Centro per la Pace Daisaku Ikeda progettato dallo studio Peia Associati con ingegneria strutturale e impiantistica di AI, è stato parzialmente consegnato: sono stati completati dall'Impresa Vittadello Intercantieri (subentrata a Gdm) la nuova sala da mille posti e buona parte del restauro degli edifici del complesso monumentale Guardia di Sopra.

Ecco il progetto (fotogallery)

Il completamento del cantiere e la realizzazione di tutti gli interventi anche negli edifici storici, compresa la sistemazione esterna, è prevista per la prossima primavera.

«Il progetto - raccontano dallo studio Peia - è frutto di una convenzione tra il comune di Corsico e l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che per la prima volta ha instaurato un rapporto sinergico tra un ente religioso e una grande comunità di credenti con il territorio, l'amministrazione pubblica e i cittadini di Corsico e Milano, anticipando anche le tematiche di Expo, per quanto riguarda ad esempio la riqualificazione dei navigli e delle vie d'acqua, ma anche per il recupero delle più belle e antiche strutture agricole, fino alla dotazione collettiva di grandi spazi culturali dedicati ai temi della pace e dell'ambiente a scala internazionale».

L'operazione è stata resa possibile anche grazie ad una stretta collaborazione con la Sovrintendenza e il Ministero dei Beni Culturali che hanno seguito il cantiere e hanno permesso l'attento restauro conservativo, il riutilizzo, l'ampliamento e la rigenerazione del bene storico e un costruttivo e coerente confronto con le parti di nuova realizzazione nelle aree limitrofe non vincolate. La parte di nuova realizzazione si distingue infatti per elementi di forte espressività contemporanea grazie alla scelta progettuale di spingere con forme decise, di integrare avanzati sistemi costruttivi, impianti speciali e sostenibili.


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