Progettazione e Architettura

Gli Architetti faranno ricorso al Tar. Freyrie: «non installerò il Pos nel mio studio professionale»

Paola Pierotti

«E' evidente a tutti che questa imposizione stupidamente vessatoria, favorisce il sistema bancario e non porta alcun vantaggio alla comunità dei cittadini» questa la reazione del Cnappc

«Sulla questione del Pos obbligatorio siamo pronti ad andare fino alla Corte Costituzionale – dichiara Leopoldo Freyrie, Presidente degli architetti italiani - per una evidente limitazione della libertà del cittadino. Da parte mia segnalo fin da ora alle Autorità che non intendo installare e non installerò il POS nel mio studio professionale».

Gli Architetti faranno ricorso al Tar e all'Autorità Garante per la Concorrenza, «che non ci risulta essere stata mai interpellata sulla vicenda» ha fatto sapere il Consiglio Nazionale degli Architetti - contro il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che rende obbligatorio l'utilizzo del POS per i professionisti. «E' evidente a tutti che questa imposizione stupidamente vessatoria, favorisce il sistema bancario e non porta alcun vantaggio alla comunità dei cittadini - aggiungono dal Cnappc -. Tanto più che nel Decreto pubblicato in Gazzetta, lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico si riserva, tra l'altro, di modificare gli importi minimi e le soglie che lo rendono obbligatorio ponendo, di fatto, le premesse per ri-applicarlo a tutti. Nel frattempo attendiamo fiduciosi che la Banca d'Italia, parte attiva nella stesura del Decreto, scopra l'esistenza del bonifico bancario e intuisca, oltre che l'ingiustizia, la scelleratezza di continuare a far pagare a professionisti e imprese il costo di una crisi che ha avuto origine proprio dal sistema bancario».


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