Progettazione e Architettura

Giornata della Memoria, si inaugura a Milano il Memoriale della Shoah firmato Morpurgo-de Curtis

Francesca Oddo


Il 26 e il 27 gennaio il Memoriale della Shoah di Milano apre le sue porte ai cittadini. Il progetto, realizzato dallo studio Morpurgo de Curtis di Milano, si estende su una superficie di 7.000 metri quadrati e ha un costo di circa 10 milioni e mezzo di euro. I finanziamenti provengono in gran parte dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus, anche attraverso generose donazioni elargite da cittadini, scuole, associazioni, aziende. E poi ci sono le risorse messe in campo dagli enti pubblici, che costituiscono circa il 30% del totale. A raccontare la storia del Memoriale è Annalisa de Curtis che, dopo questa esperienza, è convinta «che anche le cose più difficili si possano realizzare se esiste una volontà precisa».

Il progetto nasce intorno ai primi del 2000, originariamente promosso dall'Associazione Figli della Shoah, dalla Comunità Ebraica di Milano, dalla Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Comunità di Sant'Egidio. A esse si uniranno la Regione Lombardia, la Provincia di Milano, il Comune di Milano, le Ferrovie dello Stato Italiane. Tutti insieme istituiscono la Fondazione, committente del progetto.
Senza alcun incarico si fanno avanti Guido Morpurgo e Annalisa de Curtis: vogliono offrire il loro contributo e propongono nel 2004 il progetto preliminare. «Lo presenteremo, elaborato negli anni, alla Società Grandi Stazioni e a due Presidenti della Repubblica», racconta la de Curtis. Nel frattempo la Fondazione sigla un accordo con FS per la cessione delle aree. I cantieri iniziano nel 2010 e al momento il progetto è in itinere: la biblioteca è ancora sulla carta e mancano poco più di 2 milioni e 600 mila euro.

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L'intervento, che vede con contractor Sacaim S.p.A. per il I lotto e Impresa F.lli Percassi S.r.l. per il II lotto, si sviluppa nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano, intorno al binario 21, dove nel 1943 partirono i primi convogli per i campi di concentramento. «Cinque campate da circa 100 metri di lunghezza per 10-12 di larghezza sono connotate dalle strutture ciclopiche in vista che sostengono i binari. Il piano terra di questa stazione nascosta è stato collegato con l'interrato mediante la demolizione di una parte del solaio della prima campata che si affaccia sull'ingresso a ricordare la sottrazione e il vuoto avvenuti"», spiega Morpurgo de Curtis. L'intervento comprende il Memoriale (ricordo e racconto), il Laboratorio della Memoria (elaborazione), il Muro dell'indifferenza (zona introduttiva), la Sala delle Testimonianze (dedicata alla proiezione dei racconti dei sopravvissuti). Nell'area delle deportazioni, connotata dalle infrastrutture ferroviarie, sono localizzati un convoglio originale, il Binario della destinazione ignota, il Muro dei Nomi e il Luogo di Riflessione.


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