Progettazione e Architettura

Milano, cantieri a marzo per la grande Brera assegnata all'Ati Consorzio Research-Restucci

Massimiliano Carbonaro

Il Cipe ha concesso 21,8 milioni di fondi a patto che l'opera di restauro fosse affidata in tempi rapidi. Decisivo per l'aggiudicazione (provvisoria) dell'appato integrato, il ribasso del 38% sul prezzo

Salvo imprevisti, i lavori per il restauro e la sistemazione di Palazzo Citterio a Milano partiranno tra metà e fine marzo prossimo per concludersi entro due anni massimo (ma già per l'Expo qualche ambiente dovrebbe essere a disposizione).

Dell'avvio dei lavori si è cominciato a parlare durante la mostra "Verso la grande Brera", che ha messo in fila i progetti concorrenti per la gara di restauro, affidata con appalto integrato. In occasione della mostra sono anche stati comunicati i dettagli tecnici dell'aggiudicazione al team formato dal consorzio stabile Research con l'architetto Amerigo Restucci. L'Ati ha ottenuto complessivamente 96,5 su 100 punti, superando i concorrenti, soprattutto grazie all'offerta economica con un ribasso del 38% sulla base d'asta. In questo modo l'Ati ha superato il secondo gruppo classificato - composto dall'impresa Carron accompagnata al progettista Michele De Lucchi - che era invece risultato primo nel punteggio relativo alla qualità architettonica, con 69,65 punti sui 70 max previsti dal bando (scarica la graduatoria ).

Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici per la Lombardia, Caterina Bon Valsassina spiega che l'assegnazione attende l'aggiudicazione definitiva che arriverà dopo la verifica delle anomalie.

«Se va tutto bene - commenta la dirigente del Mibac - i lavori potrebbero cominciare a metà-fine marzo. Poi da bando ci sono due anni per finirli, ma alcuni ambienti saranno pronti per l'Expo. Certo bisogna vedere perché questi palazzi antichi sono come delle vecchie signore».

C'è molta attenzione su questa gara intanto perché si tratta di un edificio di grande bellezza, ma non solo: «È un progetto – commenta il presidente della commissione aggiudicatrice, Margherita Guccione – che segnala la ripartenza di Milano con una procedura di qualità che sviluppa il rapporto tra antico e nuovo. Oltre poi alla parte architettonica, c'è una componente impiantistica e di restauro che nella gara ha pesato molto». Si è molto discusso sul fatto che appunto per la procedura di assegnazione si sia utilizzata la formula dell'appalto integrato e non si sia passati prima per una gara di progettazione e quindi di lavori.

Ma per Caterina Bon Valsassina è stata una scelta inevitabile: «I lavori verranno realizzati – commenta – attraverso fondi Cipe che sono stati messi a disposizione solo se l'opera fosse cantierabile immediatamente. Quindi la procedura scelta è una conseguenza di questa richiesta, altrimenti rischiavamo di perdere le risorse». Si tratta di lavori per 21,8 milioni di euro grazie ai quali troveranno posti collezioni del Novecento della Pinacoteca ma si ricaveranno spazi anche per mostre temporanee consentendo all'edificio di inserirsi nel sistema definito grande Brera grazie alla futura connessione con l'Orto botanico.

La gallery con le immagini dei progettisti finalisti e dei vincitori (link )
La lista dei 13 gruppi finalisti con la graduatoria (link )
La composizione della commissione giudicatrice (link )


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