Progettazione e Architettura

A Milano riparte il museo di Prada: sarà pronto nel 2015

Massimiliano Carbonaro

Finalmente si concretizza il Museo di arte contemporanea di Prada firmato dallo studio di architettura OMA guidato da Rem Koolhaas. E sarà pronto per l'Expo.
La presentazione ufficiale del progetto del grande architetto olandese risale al 2008, poi se ne erano perse le tracce per le lungaggini dell'urbanistica meneghina che ne hanno spostato la sua realizzazione fino ad ora.
Adesso l'accelerazione con la firma della convenzione tra la proprietà dell'area – Prada Spa – e il Comune di Milano, che prevede il recupero di un'area ex industriale dove una volta sorgeva una distilleria in una zona periferica a Sud della Città in largo Isarco, tra viale Ripamonti e corso Lodi. La riqualificazione da il là al recupero di alcuni edifici per quasi 10mila mq risalenti ai primi anni del secolo scorso abbandonati da tempo, più la realizzazione di tre nuove strutture per quasi 12mila mq. In totale una superficie di 21.783 mq. La convenzione contempla anche una serie di servizi e agevolazioni per i cittadini. L'inaugurazione dei nuovi spazi è fissata nella primavera del 2015.

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Il progetto del nuovo museo, che ospiterà mostre ed eventi culturali promuovendo la ricerca, lo studio e la conoscenza dell'arte contemporanea, è stato concepito dallo studio di architettura OMA (Office of Metropolitan Architecture) guidato appunto da Rem Koolhaas. A fianco del recupero degli edifici esistenti viene realizzata una torre di dieci piani ciascuno ad altezza variabili e un edificio a ponte per collegare gli ambienti con una combinazione tradizionale di stanze e sale aperte per le istallazioni. La struttura prevede un grande salone centrale con una corte, ma anche un auditorium.
Nel museo confluirà la collezione Prada raccolta in questi anni dalla Fondazione. Così Milano avrà il suo museo di arte contemporanea per l'Expo 2015 ma non è quello spesso sbandierato firmato da Daniel Libeskind all'interno della riqualificazione CityLife definitivamente tramontato l'anno scorso perché i fondi sono stati dirottati per il recupero dello Stadio Vigorelli e del Palazzo delle scintille, ma quello voluto dalla Fondazione Prada, quindi un'istituzione comunque privata e non pubblica.

"Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato la vicesindaco di Milano con delega all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris - che una grande area abbandonata della periferia milanese sia riqualificata e recuperata per ospitare un importante luogo di cultura e arte, che offrirà nuovi servizi e opportunità alla città e a questo quartiere, che sta vivendo grandi trasformazioni urbanistiche e sociali". Per la Fondazione Prada che "esprime la propria gratitudine al Comune di Milano per l'intesa raggiunta, il nuovo museo rappresenta una straordinaria possibilità di estendere la propria prospettiva culturale, di rinnovare il legame con Milano e di approfondire il dialogo con i suoi abitanti e visitatori".


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