Progettazione e Architettura

Place de la République a Parigi: un'opera pubblica modello (nata da un concorso)

Paola Pierotti

La più grande piazza pedonale di Parigi, 2 ettari di superficie, ha cambiato volto: al posto di una rotatoria a 6 corsie un'area mixed use. Ecco il nuovo progetto costato 12 milioni di euro firmato dai quarantenni TVK architectes urbanistes

Le grandi città europee investono nell'architettura di qualità e nella progettazione di spazi pubblici, credono fermamente che attraverso un concorso di architettura si possano mettere a confronto soluzioni alternative e scegliere la migliore. La Francia è tra i Paesi che più ha creduto nell'architettura e lo conferma anche il nuovo progetto, appena ultimato a Parigi, per la rigenerazione della Place de la République: luogo simbolo della città, forse lo spazio pubblico d'auto-rappresentazione sociale parigina per eccellenza, insieme a La Bastille.

Ecco le foto della nuova Piazza

È nato da un concorso indetto nel 2009 il progetto firmato dallo studio TVK architectes urbanistes per il più grande spazio pedonale di Parigi: si parla di circa 2 ettari di superficie. «Per le sue dimensioni eccezionali (120 m x 280 m) e per il suo ruolo a scala metropolitana, essendo il tetto di uno degli snodi di mobilità principali della regione, Place de La République – raccontano dallo studio di Parigi – rappresenta un simbolo per la nuova Parigi».

Committente è il Comune di Parigi (Direction de la Voirie et des Déplacements) sotto la guida del sindaco Bertrand Delanoë, che ha investito 12 milioni di euro per trasformare una grande rotatoria a sei corsie in una scena aperta a molteplici usi. «L'eliminazione della rotatoria carrabile ha liberato la piazza dalla presenza ingombrante delle auto. Lo sforzo progettuale – raccontano dallo studio dove collaborano anche alcuni professionisti italiani - è stato finalizzato a ritrovare uno spazio libero, integralmente ed esclusivamente pedonale, impostato su una pendenza dell'1% che aiuta a valorizzare percettivamente le proporzioni della piazza e le grandi continuità urbane che rivela (la collina di Belleville é finalmente visibile da Parigi).

La nuova piazza, in cui le auto diventano una quinta coerente con la prosecuzione degli assi haussmanniani, crea un paesaggio di scala vasta che la trasforma in «luogo metropolitano, una piattaforma flessibile».

La grande statua della Marianna è stata valorizzata come monumento pubblico, abbracciata da un piano d'acqua e dalle sedute, allineata con le alberature e lo specchio d'acqua del Padiglione Mondo e Media. «Questi oggetti, insieme con gli arredi urbani, sollevati dal suolo, sembrano scivolare sulla superficie minerale liscia e lievemente riflettente del piano della piazza. L'apparente semplicità dell'insieme – raccontano i progettisti - rivela al pedone una serie di ambienti urbani sempre diversi». Conseguenza? Il mix di usi, la grande varietà di eventi che la piazza ha ospitato dal giorno della sua inaugurazione: dalla cerimonia commemorativa di Nelson Mandela, a concerti di opera o di rock, passando per le numerose manifestazioni politiche delle tante comunità che abitano la metropoli.

Per quanto riguarda l'arredo urbano il progetto prevede come sedute 24 banchi in legno e una piattaforma in legno per stendersi e sedie temporanee elaborate sul design di quelle dei Jardins de Louxenbourg. L'acqua è protagonista in un bacino circolare largo 3 metri disposto attorno alla statua, c'è anche uno specchio d'acqua di 276 mq di superficie. Per quanto riguarda l'illuminazione sono stati restaurati 19 lampioni storici e sono stati integrati a 34 nuove colonne. Il padiglione Mondo e Media è una nuova architettura di circa 160mq, alto 3,75 con un tetto aggettante sulla piazza per circa 8 metri.

Il processo e il ruolo della programmazione pubblica. L'idea di costruire la nuova piazza è nata con la preparazione pubblica del programma per il concorso. Questa fase di concertazione è stata gestita, per il Comune, da un team di sociologi ed urbanisti che hanno instaurato un dialogo pubblico con gli abitanti dei quartieri vicini e gli utilizzatori abituali dell'area provenienti da tutta la regione, per capire esigenze e preferenze.

Il concorso, ecco come si fa in Francia. Il concorso è stato lanciato nel 2009 e in circa nove mesi, integrando fasi di confronto tra cliente, grande pubblico e team di progettisti, si sono svolte le diverse fasi della gara. L'iter è iniziato con l'informazione pubblica ai potenziali candidati del lancio del concorso su selezione di candidature. Un comitato tecnico-amministrativo e una giura di esperti ha selezionato 5 gruppi candidati (il mandatario é architetto o urbanista). E ai cinque selezionati è stata conferita una remunerazione per sviluppare un progetto e prendere parte alle successive fasi di consultazione.
Per i candidati è stata organizzata una fase di domande-risposte con il Comune. I progetti sono stati poi consegnati in forma anonima e una commissione tecnica ne ha analizzato la fattibilità. Sulla base dell'analisi tecnica e del valore progettuale la giuria ha elaborato una graduatoria. Infine, su proposta della giuria, il sindaco di Parigi ha nominato il vincitore.

Chi è lo studio vincitore? TVK è uno studio che si è formato a Parigi ed Harvard, Pierre-Alain Trévelo (1973) e Antoine Viger-Kohler (1973) hanno creato TVK nel 2003. Lo studio TVK ha ricevuto importanti riconoscimenti per la sua capacità di offrire uno sguardo innovativo su tematiche di grande complessità, prima fra tutte l'inserzione urbana del Boulevard Périphérique di Parigi. Oggi lo studio conta 35 collaboratori e realizzazioni che spaziano dalla scala dell'alloggio collettivo e del complesso scolastico (Centro Olympe de Gouges a Arceuil) a grandi progetti urbani (la trasformazione di Porte Pouchet a Parigi, progetto Garonne-Effeil per Bordeaux). Dal 2012 TVK fa parte dell'Atelier Internazionale del Grand Paris.


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