Progettazione e Architettura

Fiere, manuale per la progettazione di strutture monouso (centrali per l'economia delle città)

Paola Pierotti

I poli fieristici sono architetture urbane che offrono servizi e infrastrutture e che spesso si caratterizzano per una particolare identità architettonica forte e riconoscibile. Viaggio nel mondo attraverso le ultime realizzazioni

Un polo fieristico è un elemento centrale nella vita economica di una città. Una fiera per avere successo deve offrire spazi e infrastrutture adeguate e avere un'identità architettonica forte, chiara e riconoscibile. A partire dagli anni '90 i progressi tecnologici e la globalizzazione hanno portato ad una radicale trasformazione di queste mega-strutture urbane: diversamente dal passato le nuove fiere non sono più concepite come mercati in cui si scambiano informazioni e contatti.

Ecco le principali fiere italiane ed europee (fotogallery)

In Italia oggi si contano una quarantina di organizzazioni fieristiche con proprie sedi. Tra le storiche c'è quella di Verona con la prima Fiera Cavalli nel 1897 svoltasi in un'area a ridosso dell'Arena e poi spostatasi nel 1947 nella zona attuale: in questo caso il quartiere fieristico è stato ampliato progressivamente senza un disegno d'insieme fino al 2003 quando è stato redatto un masterplan firmato dallo studio von Gerkan, Marg und Partner, coinvolto per la riorganizzazione e la razionalizzazione dell'intero quartiere (il progetto non è stato realizzato nella sua interezza ma sono stati portati a termini solo alcuni padiglioni).

Le origini della Fiera di Bologna risalgono al 1888 ma solo nel 1947 è nato l'Ente autonomo fiera di Bologna che ha realizzato la sua sede nel 1964 su progetto di Leonardo Benevolo, Tommaso Giuralongo e Carlo Melograni. Nel 1906 è nata la Fiera di Milano in occasione dell'apertura del Sempione ospitando nella sua prima edizione l'Esposizione Universale ed è stata operativa fino al 2005 quando si è deciso di realizzare il polo nell'area Rho/Pero firmato dallo studio Fuksas.

Nel secondo dopo guerra molte città si sono dotate di complessi fieristici, tra queste anche Torino nell'ex stabilimento Fiat al Lingotto ristrutturato da Renzo Piano.

«A scala internazionale negli ultimi vent'anni sono stati realizzati grandi impinati, basta ricordare la fiera di Hannover o anche quella di Milano - racconta Clemens Kusch, architetto partner dello studio gmp von Gerkan Marg und Partner e curatore della nuovissima monografia pubblicata da Forma «Poli Fieristici» -. Nel prossimo futuro sarà difficile riempire questi grandi quartieri fieristici, il mercato è in continua evoluzione. Sicuramente il tema architettonico rimane di grande valore perchè ah cambiato la conformazione di tante città». A partire dagli anni '90 tante città si sono chieste se ampliare il quartiere fieristico esistente o se realizzare un nuovo polo.

Restando in Italia, oltre a Milano, anche le città di Roma e Rimini hanno deciso di dismettere la sede storica e realizzare ex novo un quartiere fieristico in una zona decentrata. Il progetto di Rimini è dello stesso studio von Gerkan Marg und Partner ultimato nel 2001 in un'area periferica in sostituzione del precedente quartiere obsoleto. Il progetto si caratterizza per l'impianto di padiglioni modulari secondo il classico principio ‘a pettine' e contemporaneamente per la copertura a volta in legno lamellare. La nuova Fiera di Roma è del 2006 costruita a ridosso dell'autostrada per l'aeroporto in sostituzione dell'area su via Cristoforo Colombo inadeguata per allestire moderne esposizioni (ma ancora non valorizzata con nuovi usi, come è accaduto a Milano dove è in costruzione il polo Citylife).

«A differenza di altre strutture, le fiere sono strutture monouso che difficilmente possono essere adeguate ad altre attività. Negli ultimi anni - aggiunte Kusch - gran parte delle città hanno scelto di legare l'attività congressuale con quella fieristica, per rafforzare simultaneamente i due mercati».

La monografia pubblicata da Forma, una traduzione in italiano di una prima edizione internazionale, racconta con materiale descrittivo e fotografico decine di opere realizzate in Italia, Europa e nel mondo. «Negli ultimi anni - commenta il curatore - emerge che si è andata consolidando la tipologia scelta sia per Rimini che per Milano, chiamata 'a doppio pettine' con una spina centrale di distribuzione e poi un sistema di padiglioni modulari affiancati sui due lati. Evidentemente è il sistema più funzionale, gestibile nelle fiere grandi e piccole, già sperimentato anche in paesi come Cina e Brasile».


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