Progettazione e Architettura

Al posto della caserma dismessa, appartamenti, negozi e il museo della Scienza

Massimo Frontera

Prima "pietra" (ancora virtuale) della Roma di Ignazio Marino: Nell'ex caserma di Via Guido Reni nascerà la città della Scienza, parte di un nuovo complesso con alloggi, negozi e un hotel

La notizia arriva dall'assessore capitolino alla Rigenerazione Urbana, Giovanni Caudo. «Per disegnare la nuova città della Scienza ci sarà un concorso internazionale di architettura. Il nuovo complesso che abbiamo in mente nell'area del Flaminio, è all'interno di un contesto pregiato, l'architettura dovrà sapere dialogare con il contesto, a cominciare dal museo Maxxi». La "città della scienza" occuperà un intero nuovo complesso edilizio di 27mila mq circa, da edificare su un fondo di circa 10mila mq. Si tratta solo di una parte dei 51mila mq del compendio ex militare che l'Agenzia del Demanio ha venduto alla Cassa depositi e prestiti prima di Capodanno. La location dell'area è esclusiva, con l'affaccio su via Guido Reni proprio davanti al Maxxi disegnato da Zaha Hadid. A poche centinaia di metri l'Auditorium di Renzo Piano, dalla parte opposta il nuovo ponte della Musica.

Dopo avere acquisito il necessario ok da parte del Mibac alla totale demolizione dell'ex struttura militare sede di un centro produttivo di materiale elettronico e di precisione; e dopo aver approvato (il 27 dicembre scorso) una delibera di variante urbanistica dell'area (che ora andrà in Consiglio Comunale), il sindaco ha comunicato ufficialmente i principali elementi dell'operazione. Operazione, che secondo l'assessore Giovanni Caudo, «comporterà investimenti per circa 350 milioni euro».

II partner dell'operazione è Cassa depositi e prestiti, e più precisamente Cdp Investimenti Sgr, la società che ad oggi gestisce due fondi immobiliari: uno dedicato al social housing, l'altro alla valorizzazione degli immobili pubblici. L'ex caserma romana confluirà in quest'ultimo fondo (Fiv - Plus, Fondi Investimenti per la valorizzazione), e più precisamente «in nuovo comparto "extra"», ha spiegato il direttore della Sgr Marco Sangiorgio. La Sgr si occuperà dell'operazione curando lo sviluppo. «Abbiamo le risorse per fare gli sviluppi da soli, ma possiamo pensare ad avere "compagni di strada"», ha aggiunto Sangiorgio.

«Non appena l'assemblea capitolina approverà la delibera con la variante urbanistica - partiremo con la valorizzazione con Cassa depositi», ha detto l'assessore Caudo. «Probabilmente - ha aggiunto - il masterplan lo faremo insieme con Cdp, il concorso internazionale riguarda solo la città della Scienza», ha precisato l'assessore.

Le dimensioni
Il complesso occupa un territorio di 51mila metri quadrati, sui quali sorgono strutture per 29mila mq per una volumetria pari a 224mila metri cubi.
Il progetto di trasformazione prevede la realizzazione - sulla stessa superficie fondiaria di 51mila mq - delle seguenti funzioni: 200 appartamenti di residenze libere, per 29mila mq; 78-80 alloggi di edilizia residenziale convenzionata (social housing ex Dl 112/2008) per 6mila mq; negozi per 5mila mq; turistico-ricettivo per 5mila mq; museo della Città della scienza per 27mila mq. Nell'ambito della trasformazione verranno ricavati spazi pubblici attrezzati aperti al quartiere per 14mila metri quadrati. Le superfici coperte saranno complessivamente 72mila mq, per una volumetria di 230.400 metri cubi.

I tempi e la procedura
«Entro l'anno contiamo di completare tutta la progettazione; il resto dipenderà dalla definizione finale della variante», stima l'assessore Caudo. La prima tappa sarà fra pochi giorni, con l'avvio di un percorso di ascolto della cittadinanza sulla trasformazione, per conoscere e discutere le ipotesi di trasformazione. Resta l'incognita del sottosuolo. Per fronteggiare al meglio eventuali imprevisti "sotterranei" l'assessore Caudo ha spiegato di aver previsto, nella delibera sulla variante urbanistica dell'area, uno schema di assetto urbanistico "flessibile", in modo da poter "spostare" le funzioni all'occorrenza, nell'ambito del perimetro, senza dover ripetere passaggi approvativi.

I precedenti
L'ex caserma è stata in passato oggetto di altri tentativi di trasformazione, con quello - sfortunato - per l'insediamento dell'Agenzia spaziale italiana (poi realizzato in altra parte della città). Prima di spianare la strada alla sua iniziativa, la giunta Marino ha dovuto anche azzerare la delibera 8/2010 della precedente giunta, in attuazione del protocollo d'intesa tra Comune e ministero della Difesa firmato il 4 giugno 2010. Da oggi, il sindaco Marino, volta pagina e getta le fondamenta per un nuovo tentativo. «È un progetto che va nella direzione di non prevedere nuovo cemento nell'agro romano e di rigenerare l'edificato che esiste nelle grandi metropoli, come avviene a New York, Berlino, Londra o Parigi», ha spiegato il sindaco, sottolineando che l'operazione porterà alla «rivitalizzazione di un'area nel cuore della città dove già esistono servizi e trasporti, completando la valorizzazione di un'area che negli ultimi vent'anni ha visto una grande riqualificazione».

Scarica la scheda del Comune di Roma sulla trasformazione della caserma di Via Guido Reni (link )


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