Progettazione e Architettura

A Imola Alessandro Bucci firma il recupero dello stabilimento Coop Ceramica e lo trasforma in sala mostra

Francesca Oddo

Un importante tassello dell'archeologia industriale italiana torna a vivere: la Cooperativa Ceramica d'Imola, nata nel 1874 con la cessione della fabbrica da parte dei proprietari agli operai per contribuire al «progresso dell'industria e al miglioramento economico dei lavoratori», è artefice di un programma di riqualificazione di ampio respiro, affidato con incarico diretto allo studio di Alessandro Bucci con sede a Faenza. L'obiettivo della Cooperativa, che oggi conta circa 1.800 dipendenti e un fatturato di oltre 270 milioni di euro, è quello di recuperare lo stabilimento originario aggiornandone il linguaggio nel rispetto della storia di questo significativo luogo di lavoro. Il committente, che ha già stanziato 3 milioni di euro per l'ampliamento degli ambienti espositivi (3000 mq), ha scelto di realizzare i lavori per stralci annuali. Con la collaborazione di CLM (Cooperativa Lavoranti Muratori), Marocchi, Alfiere, è già stata inaugurata la Sala Mostra, il nuovo showroom ricavato all'interno di due "navate" dell'originario stabilimento produttivo. «Il progetto è il risultato di un lavoro volto a valorizzare l'identità dell'azienda grazie a uno spazio capace di coniugare passato e presente». spiegano i progettisti.

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Il dialogo fra memoria e attualità è stato concretizzato con l'inserimento di alcuni volumi puri, candidi, che non toccano mai la struttura preesistente, distribuiti in maniera da suggerire un percorso all'interno delle due navate (fase 1, 2011). Il passo successivo è stato quello di conferire brio e vivacità all'ambiente grazie al rivestimento di alcuni volumi con pannelli di ceramica smaltata e colorata prodotta dalla ditta stessa. Il piano rialzato ospita uno spazio polifunzionale pensato per la consultazione dei cataloghi e per eventi. La veste esterna della Sala Mostra è l'elemento che più di ogni altro segna il legame fra la tradizione e l'aggiornamento dei linguaggi espressivi: l'acciaio corten avvolge le due navate come una veste di nuova ispirazione e allo stesso tempo cromaticamente sensibile al mondo dell'archeologia industriale (fase 2, fase 3, 2012). Occhio anche alla sostenibilità "che ha accompagnato fin da principio la definizione del progetto", spiega Filippo Govoni, fra i progettisti collaboratori (tutti under 35). "L'idea di recuperare parte del grande edificio produttivo dismesso –continua-, piuttosto che demolirlo e riedificarlo, sottolinea la volontà di considerare la preesistenza come un valore". Prossimi step per il team di Alessandro Bucci sono la riqualificazione del nucleo più antico dell'intero complesso e quella di un'area nevralgica di 50 mila mq, in parte di proprietà della Cooperativa in parte del Comune, situata in prossimità della ferrovia e di altri elementi importanti della mobilità cittadina, al confine fra il centro storico e la zona industriale.

CREDITI
Localizzazione: Via Guglielmo Marconi, Imola (Bo)
Committente: Cooperativa Ceramica d'Imola
Progetto architettonico: Alessandro Bucci Architetti
Collaboratori: Silvia Ancarani, Barbara Assirelli, Filippo Govoni, Luca Landi, Elena Mambelli, Stefano Martinelli, Michele Vasumini
Strutture: ing. Gian Paolo Samorì
Impianti meccanici ed elettrici: ing. Gian Luca Baldissara
Superficie delle navate riqualificate: 3.000 mq
Costo riqualificazione sala mostre: € 3.000.000
Impresa esecutrice: CLM - Cooperativa Lavoranti Muratori (Forlì), Marocchi (Bologna), Alfiere s.p.a. (Fusignano, RA)
Cronologia: prima fase 2011 / seconda e terza fase 2012 / Prossime fasi in corso di realizzazione
Fotografie: Pietro Savorelli


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