Progettazione e Architettura

Partita la ricostruzione filologica (made in Italy) del castello di Berlino

Paola Pierotti

Entro il 2014 sarà pronta la struttura in cemento armato, entro il 2017 sarà ultimata la parte archtiettonica e poi serviranno un paio d'anni per l'allestimento. Dopo il concorso l'operazione è stata affidata ad un consorzio che conta tre studi: Franco Stella Architetto, HSA Hilmer & Sattler und Albrecht Gesellschaft von Architekten mbH e gmp Generalplanungsgesellschaft mbH

La ricostruzione dello Stadtschloss di Berlino è ben avviata: il palazzo imperiale del Kaiser che fu barbaramente distrutto dalla dittatura comunista nel dopoguerra, come simbolo del militarismo e dello sfruttamento di classe, sarà ricostruito filologicamente grazie ad un progetto made in Italy affidato attraverso un concorso internazionale nel 2008 all'architetto vicentino Franco Stella.

«Nonostante le tante polemiche il cantiere è partito e siamo ad un punto di non ritorno – racconta Clemens Kusch dello studio Gmp, con base a Venezia e coordinatore dell'Ati italo-tedesca – è stato terminato il piano interrato e si sta iniziando con l'elevazione. Entro il 2014 si conta di portare a termine tutta la struttura in cemento armato. L'architettura sarà realizzata entro il 2017 e poi serviranno un paio d'anni per l'allestimento».

Il progetto: i disegni e il cantiere

Dopo il concorso l'operazione è stata affidata ad un consorzio che conta tre studi: Franco Stella Architetto, HSA Hilmer & Sattler und Albrecht Gesellschaft von Architekten mbH e gmp Generalplanungsgesellschaft mbH. A questo team è stata affidata la progettazione e la direzione lavori.

L'operazione costerà 450 milioni: gran parte dei finanziamenti saranno statali ma si conta su un pacchetto di donazioni private dell'ordine degli 80 milioni. Della vecchia struttura il progetto di Franco Stella prevede di replicare solo tre facciate, con tanto di stucchi e statue uguali a quelle originali, il quarto lato affacciato sul fiume Sprea sarà invece realizzato con una facciata neoclassica, con un colonnato razionale. La ricostruzione interna terrà conto delle nuove esigenze degli spazi espositivi e museali.

Il video

Una webcam mostra costantemente lo stato avanzamento dei lavori. Il progetto di ricostruzione del castello di Berlino è un unicum al mondo: «la parte più delicata – racconta Kush – riguarda la ricostruzione delle facciate storiche che verranno rifatte rigorosamente uguali a quelle esistenti, anche per quanto riguarda le tecniche di costruzione». Una volta realizzata la struttura in cemento armato, si prevede una costruzione in muratura e poi sulla parete (che sarà profonda più di un metro) sarà predisposta la parte scultorea in pietra. «Un team di scultori sta già lavorando per predisporre dei modelli che serviranno poi in fase di esecuzione per appaltare i lavori alle singole imprese. Il procedimento è lungo – racconta Kusch – prima si fanno dei modellini in argilla in scala ridotta, poi si farà un modello in argilla al vero, a seguire il calco in gesso e in fine il modello in pietra». Uno dei problemi – non nascondono i tecnici - è proprio quello di riuscire a trovare i tanti scalpellini che dovranno eseguire i lavori: poche parti si potranno realizzare meccanicamente.


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