Progettazione e Architettura

Pinault-Ando a Venezia: terzo tassello con il Teatrino di Palazzo Grassi

Paola Pierotti

Dopo il restauro di Palazzo Grassi, nel 2006, seguito da quello di Punta della Dogana, inaugurata nel 2009, quest'anno è stato recuperato anche il Teatrino che si inscrive in una logica di continuità architettonica rispetto ai restauri precedenti commissionati da François Pinault

Cresce la Venezia contemporanea. Nel 2013 la città lagunare ha inaugurato un tezo tassello del grande progetto culturale di François Pinault. In occasione dell'apertura della Biennale Arte l'insieme Palzzo Grassi-Punta della Dogana si è arricchito del nuovo Teatrino firmato sempre dall'architetto giapponese Tadao Ando, un nuovo spazio, interamente dedicato a conferenze, incontri, proiezioni e concerti.

Le foto: com'era il teatro prima dell'intervento e com'è ora l'opera Ando

Dopo il restauro di Palazzo Grassi, nel 2006, seguito da quello di Punta della Dogana, inaugurata nel 2009, quest'anno è stato recuperato anche il Teatrino che si inscrive in una logica di continuità architettonica rispetto ai restauri precedenti.

Con una superficie di 1000 metri quadri, il Teatrino è dotato di un auditorium con una capacità di 225 posti, completo di foyer e di aree tecniche (camerini, sala regia, cabina per la traduzione simultanea).

La storia.
L'area occupata oggi dal Teatrino a metà '800 era un giardino con fontane, serre, colonne e pergolati e nel 1949 è stato sostituto con un teatro all'aperto progettato dall'ingegnere Giovanni Sicher. Nel 1961 il teatro viene modificato dall'architetto Cesare Pea che, con la realizzazione di una copertura mobile, lo trasforma in un teatrino chiuso con lo scopo di ospitare ricevimenti, sfilate di moda e rappresentazioni artistiche e teatrali. Nel 1983 con la chiusura del Centro internazionale delle arti e del costume, nel frattempo trasformato in Centro di cultura di Palazzo Grassi nel 1978, il teatro termina la propria attività.

Nel 2005 François Pinault ha acquistato Palazzo Grassi e il Teatrino annesso, e ne ha affidato il progetto di restauro e di modernizzazione all'architetto giapponese Tadao Ando. La priorità è stata data al rinnovo di Palazzo Grassi, che ha riaperto le porte al pubblico nell'aprile 2006. L'incarico per il progetto di restauro del teatrino è stato affidato ad Ando nel 2011, dopo un anno di studi e progetti nell'estate del 2012 è stato concesso il permesso di costruire, è partito il cantiere per il recupero edilizio e la riqualificazione funzionale dell'immobile, e l'opera è stata inaugurata 10 mesi dopo.

La sagoma esterna. Partendo dalla pianta dell'edificio esistente, l'architetto ha mantenuto inalterate esternamente sia la posizione del perimetro murario sia la sua consistenza. La copertura è stata regolarizzata e trasformata con un'unica pendenza uniforme. Il volume esterno che ne nasce è un parallelepipedo uniforme sagomato solo sulle porzioni in facciata e
retrostante per preservare e mantenere esattamente lo stato originario delle parti esterne.

Il progetto interno. Una volta realizzato e ricostruito l'involucro esterno che mantiene viva e fissa la forma preesistente dell'edificio, Tadao Ando ha inserito internamente un volume completamente nuovo che definisce il vero e proprio ambito teatrale e di proiezione e, allo stesso tempo, sagoma architettonicamente lo spazio. Come fosse un'opera nuova che viene di fatto inserita in un contesto storico e che con esso si confronta.

Questo volume definisce due ambiti principali che caratterizzano il progetto funzionale e architettonico. Il primo è un auditorium che vede la presenza di un palco, un backstage con un'area tecnica e una gradonata con le poltrone per il pubblico. Il secondo è un grande foyer contraddistinto da grandi aperture sagomate a triangolo sulle pareti, che garantiscono il passaggio libero agli ambienti adiacenti, e dal grande lucernario triangolare che dà una luce zenitale a tutto l'ambiente. A un livello intermedio, con accesso da una scala laterale, sono poste la sala di regia e le cabine di traduzione con un magazzino a disposizione.

Le strutture verticali all'interno dell'edificio sono state eseguite mediante un'integrazione tra le strutture in acciaio esistenti restaurate (i pilastri in acciaio perimetrali) e altre strutture in acciaio di nuova esecuzione che seguono in andamento le pareti curve presenti nel progetto architettonico. Queste strutture sono di sostegno, oltre che ai carichi verticali derivanti dalla copertura, anche alle particolari pareti studiate per garantire la perfetta insonorizzazione dell'auditorium.

I numeri.
1000 mq di superficie totale
225 posti a sedere
2 spazi di foyer: 115 mq e 90 mq
1 sala regia dotata di 2 cabine di traduzione
7 m di altezza massima
30 imprese coinvolte nel progetto
160 persone coinvolte nel cantiere
65.000 ore di lavoro


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