Progettazione e Architettura

Architettura italiana nel 2013: i dieci protagonisti (non solo architetti)

Paola Pierotti

I nomi del 2013: Renzo Piano, Cino Zucchi, Piuarch e Barozzi, Citterio-Viel e Lombardini22. Ma tra i protagonisti dell'architettura ci sono anche i grandi committenti: Isabella Seragnoli (Coesia) e Fabio Carlozzo (Fondazione Housing Sociale)

Con Renzo Piano, nel 2013, per la prima volta un architetto è stato nominato senatore a vita. Nelle ultime settimane, correndo contro il tempo, il Ministro ai beni culturali Massimo Bray ha scelto Cino Zucchi come direttore del padiglione italiano per la Biennale 2014: a lui sei mesi di tempo per allestire una mostra sul made in Italy in occasione della prossima kermesse veneziana (la notizia e l'intervista a Zucchi ). Ancora, lo studio milanese Piuarch ha vinto il premio dell'Architetto dell'anno assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti (l'intervista allo studio Piuarch )

Renzo Piano, Cino Zucchi e Piuarch sono tre nomi che raccontano l'architettura italiana nel 2013.


Ma i protagonisti dell'architettura contemporanea nel nostro Paese nell'anno che si sta concludendo non sono solo architetti: Isabella Seragnoli, imprenditrice bolognese, presidente del Gruppo Coesia, e Fabio Carlozzo, ad e direttore real estate di Polaris Re sono i due committenti-modello che nel corso degli ultimi mesi hanno inaugurato due importanti architetture, entrambe nate da concorsi (privati).

Guarda la fotogallery con i 10 protagonisti

Seragnoli ha realizzato a Bologna, su progetto dello studio Labics: una micro-città da 40 milioni di euro, che integra spazi per la cultura e l'integrazione sociale, con un asilo nido aziendale a due passi dal polo produttivo esistente (un headquarter aperto alla città, l'articolo e la fotogallery ). Carlozzo con la Fondazione Housing Sociale ha inaugurato le quattro torri in legno costruite a Milano in Via Cenni e progettate da Fabrizio Rossi Prodi in tempi record. Si tratta delle torri residenziali in legno più alte d'Europa: 9 piani, in classe A, realizzate in 17 mesi (la storia e la fotogallery ).

Gli architetti italiani nel 2013 hanno dovuto fare i conti con una recessione che continua a preoccupare: sono tanti gli studi piccoli e medi che hanno dovuto chiudere l'attività; ma anche alcuni studi internazionali con base in Italia, tra questi quello di Zaha Hadid Architects, hanno abbassato le serrande. Moltissimi studi sono stati costretti a cambiare e innovare il proprio mestiere. Per necessità. La crisi dell'architettura italiana si spiega con i numeri: il mercato europeo dell'architettura vale 15 miliardi secondo un recente rapporto pubblicato dal Consiglio degli architetti europeo, l'Italia è al secondo posto dopo la Germania per un ammontare di 2,8miliardi di euro (la Germania supera i 4 miliardi) ma quando si misura il valore dell'architettura spalmato sul numero degli architetti, su 33 Paesi l'Italia scende al nono posto. Non è quindi da trascurare il fatto che un terzo degli architetti europei sia italiano (147mila architetti su un totale di 548mila): in Italia ci sono 2,4 architetti ogni mille abitanti. L'offerta è decisamente sproporzionata rispetto alla domanda, pubblica e privata.

Guardando i numeri, lo studio italiano che si è posizionato al primo posto della topten per fatturato è quello di Antonio Citterio e Patricia Viel and Partners che, sommando i valori di due gruppi (uno dedicato al settore Interior) raggiungono un fatturato che supera 11milioni di euro, superiore a quello delle archistar di casa nostra, Renzo Piano e Massimiliano Fuksas (ovviamente per quanto riguarda le loro società italiane). Lusso e design salvano i grandi studi, ma calano i ricavi anche dei top25

L'Italia non tiene il passo con l'Europa: non l'ha tenuto per anni e lo dimostra il lavoro svolto dalla Fondazione Mies van der Rohe di Barcellona che in occasione di una mostra sugli ultimi 25 anni dell'architettura contemporanea europea ha ricordato che nessuna opera italiana è stata mai segnalata tra i vincitori delle singole edizioni.

Ma gli architetti italiani, per cercare stimoli nuovi e per necessità si stanno affermando oltre confine. Lo dimostra il profilo del «giovane talento» dell'architettura italiana del 2013, Fabrizio Barozzi, trentino ma con uno studio in Spagna (chi è Barozzi e quali opere ha già costruito con il suo studio Ebv estudio barozzi veiga ). Il fenomeno degli 'italiani all'estero' non fa quasi più notizia: è l'attualità. Lo conferma la recente mostra 'Erasmus Effect' in corso al Museo Maxxi di Roma ma è verificata ogni giorno dal lavoro del nostro giornale: #italianiallestero è l'hashtag che «Progetti e Concorsi» ha più utilizzato nel 2013 per rilanciare le sue notizie (oltre a #progettodelgiorno attraverso il quale si possono recuperare via Twitter decine di nuove architetture firmate da architetti italiani, costruite negli ultimi mesi in Italia).

Il 2013 non si ricorderà sicuramente per i concorsi: tra i più interessanti in termini di opportunità è stato indetto a inizio anno il concorso per gli Ospedali riuniti di Trieste (non ancora aggiudicato) e quello per il Padiglione Italiano per Expo 2015 (i dettagli del progetto, la fotogallery e il video ), vinto da una cordata guidata dai romani Nemesi.

Lo studio di Michele Molè e Susanna Tradati si può includere quindi tra i 10 nomi dell'architettura italiana dell'anno perché il padiglione italiano sarà molto probabilmente l'unico landmark dell'evento milanese made in Italy, nato appunto da un concorso di architettura, progettato da un team di professionisti italiani e costruito da un'impresa, Italiana Costruzioni, che si sta distinguendo nella realizzazione di opere di particolare pregio architettonico.

Tra i protagonisti dell'architettura italiana dell'anno va incluso Luciano Lazzari, neo-eletto presidente degli Architetti d'Europa (Cae) e lo studio Lombardini22 che ha vinto il premio Rebuild 2013 con il Segreen Business Park, sintesi di comfort, qualità costruttiva, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica (il progetto ).

Tra i premi assegnati nel 2013 anche quello alla carriera a Mario Bellini in occasione dell'evento di Selinunte organizzato dall'Associazione Aiac (le motivazioni ) e quello della Biennale Barbara Cappocchin a Nunzio Gabriele Sciveres che ha firmato un progetto con Maria Giuseppina Grasso Cannizzo per un intervento di housing sociale a Marina di Ragusa (case sociali e di qualità a mille euro/mq ).

Tra le regioni italiane che più si sono distinte sul fronte dell'architettura c'è l'Emilia Romagna che nonostante l'emergenza-ricostruzione, post terremoto 2012, è stata protagonista di una politica pro-concorsi: ha sbloccato 6,3 milioni per mandare in cantiere 14 opere in altrettanti comuni che avevano indetto concorsi di idee per realizzare opere urbane, pubbliche.


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