Progettazione e Architettura

Due scuole della moda a ridosso della stazione: Citterio-Viel e C+S con le Ferrovie svizzere a Chiasso

Paola Pierotti

Il team italiano ha vinto un concorso internazionale bandito dalle Ferrovie federali svizzere per riqualificare un'area di 27mila mq a ridosso della stazione ferroviaria di Chiasso. Budget: 60 milioni di franchi svizzeri

L'architettura italiana si fa strada all'estero e vince quando interviene sulla costruzione della città contemporanea. Saranno due studi italiani a firmare la riqualificazione dell'area della stazione ferroviaria di Chiasso: i milanesi Antonio Citterio Patricia Viel and Partners e lo studio veneto C+S Architects hanno vinto il concorso per realizzare un nuovo complesso che ospiterà due nuove scuole per la moda e per rigenerare l'area urbana a ridosso dell'infrastruttura. Committente del concorso e dello sviluppo immobiliare sono le Ffe, Ferrovie federali svizzere. Il budget è di 60milioni di franchi svizzeri.

Le immagini del progetto

Forti del loro ricco curriculum e delle decine di opere costruite come la recente sede Technogym costruita a Cesena e progettata da Citterio-Viel o delle scuole firmate e realizzate in Veneto da C+S, i due studi, in collaborazione con un team di ingegneria ticinese, hanno battuto altri tre gruppi internazionali selezionati per la gara. Le altre tre cordate erano guidate rispettivamente dall'inglese Alejandro Zaera-Polo (Azpml) e dagli svizzeri Mario Botta e Durisch+Nolli. Fino al 22 dicembre a Chiasso è stata allestita una mostra che racconta al pubblico le quattro soluzioni in gara per il Centro professionale della moda.

I due studi guidati da Antonio Citterio e Patricia Viel e da Carlo Cappai e Alessandra Segantini hanno vinto la competizione proponendo un intervento urbano soft che rispetta e valorizza le preesistenze in un'area di 27mila mq di superficie.

I volumi esistenti vengono sostanzialmente mantenuti ricucendoli a un nuovo complesso che ospiterà due nuove scuole per la moda volute dalle Ffs: Sams e Sta, rispettivamente la scuola d'arti e mestieri della sartoria e la scuola superiore di tecnica dell'abbigliamento e della moda.

Il progetto made in Italy crea una cerniera tra città e territorio, ma concilia anche l'esperienza pratica e culturale della moda. «Abbiamo progettato un intervento di cucitura nella città, integrando le funzioni richieste dal bando e costruendo uno spazio pubblico e una passeggiata – racconta Alessandra Segantini, socia dello studio C+S Architects – che connette la città con la stazione. È prevista la costruzione di spazi commerciali e la scuola diventerà un laboratorio-trasparente attraverso il quale, dall'esterno, si potrà vedere come si produce la moda».

I nuovi volumi sono trasparenti e aperti, gli spazi sono pensati per un'ampia flessibilità d'uso: «l'auditorium – spiega Segantini – potrà essere usato per le sfilate di moda ma anche come spazio eventi per la città».

La novità introdotta dal team italiano riguarda l'interpretazione del ruolo dell'edificio scolastico nella città contemporanea: «un edificio che diventa manifesto e vetrina di sé stesso, una cittadella della conoscenza, spazio – raccontano gli architetti - dove si mostra il processo insieme al il prodotto, o ancora un edificio di passaggio, i cui spazi pubblici siano attivabili dalla comunità anche oltre l'orario scolastico».

La giuria ha scelto questo progetto perchè «meglio si inserisce nel contesto urbanistico d'insieme e ne viene apprezzata in particolare la struttura organizzativa della scuola».


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