Progettazione e Architettura

Come una piazza urbana la nuova scuola di Scardaccione Architect in Albania

Monica Zerboni

«Isole» di aggregazione e un sistema di flussi «a girandola» per il complesso «Ate Pjeter Meskalla» di Scutari inaugurato all'inizio del 2013

L'architetto napoletano Francesco Scardaccione, nato nel 1964, è da oltre vent'anni attivo nella progettazione di spazi urbani e di edifici pubblici.
Già autore della scuola elementare «Ylberi» a Tirana in Albania realizzata nel 2005, Scardaccione si è aggiudicato la committenza per il complesso scolastico «Ate Pjeter Meskalla» a Scutari (Albania) grazie a un concorso internazionale ad inviti.
L'opera, costata complessivamente 6 milioni di euro, è stata inaugurata all'inizio del 2013 ed ha ricevuto una menzione nell'ambito del Premio Europeo Mies van der Rohe 2013.

Il complesso scolastico
Dislocato al margine del centro urbano della città di Scutari, il lotto dell'intervento si configurava come un «vuoto urbano» all'interno di un grande isolato cittadino. Il nuovo complesso si inserisce all'interno del lotto secondo una giacitura in pianta nord-sud, est-ovest e, attraverso una disposizione a «isole» lo fraziona in vari luoghi di aggregazione: la «piazza delle relazioni», la «piazza della condivisione» e la «piazza della meditazione».
Gli edifici che compongono l'insediamento sono disposti lungo direttrici identificabili in due strade di collegamento e una stradina pedonale.
I tre corpi di fabbrica principali, alternativamente a due o tre piani, risultano disposti sull'area a costituire una corte centrale semi aperta che, rivolta verso l'ingresso principale, riproduce idealmente una piazza urbana. Intorno ad essa si sviluppano e si distribuiscono tutte le attività didattiche e amministrative con un sistema di flussi che il progettista definisce «a girandola».
All'esterno della corte principale una serie di edifici adibiti ad attività culturali (sala conferenze e auditorium), sportive (palestra coperta e campi da gioco scoperti) e di relazione (biblioteca e cappella) sono stati progettati come appendici all'attività didattica, in quanto strutture complementari o indipendenti a seconda della fruizione richiesta.
Le aule sono distribuite su due piani. Quelle al piano terra affacciano verso la corte interna attraverso un fronte completamente vetrato che consente il contatto diretto con l'esterno.
Ai piani superiori un ballatoio di collegamento conduce ai locali amministrativi e ad altre aule che, rivolte a sud, sono schermate da un sistema di lamelle frangisole. Cuore spirituale dell'intero complesso è una cappella, riconoscibile nella sua forma circolare che contrasta con l'architettura di gusto razionalista del resto della costruzione. Dislocata al piano terra essa è intesa come luogo non solo di preghiera ma anche di incontro e di socializzazione tra i ragazzi.

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Altro elemento caratterizzante del progetto è l'Auditorium. Progettato per una capienza di circa 250 persone, il suo spazio è flessibile e, grazie alla presenza di pannelli scorrevoli, si può espandere fino al limite della hall, occupandone l'intero spazio.
Contrariamente alla scuola di Tirana, fortemente caratterizzata dalla presenza del colore, il nuovo complesso rinuncia a qualsiasi cromatismo per il tutto bianco, seppur solo esternamente, lasciando al colore un ruolo chiave all'interno di tutti gli spazi.
Al termine dei lavori il complesso scolastico è stato nominato per il premio di Architettura Contemporanea: «General secondary school "Ate Pjeter Meskalla" Scutari-Albania Work nominated for the European Union Prize for Contemporary Architecture – Mies van der Rohe Award 2013».

I crediti del progetto

Area del lotto: mq 9.850
Area di sedime mq 2.750
Edificio costruito: mq 8.065
Cubatura: mc 28.500
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