Progettazione e Architettura

A Mestre nasce Eva, la torre-cristallo in classe A che sfrutta al meglio la luce solare

Paola Pierotti

L'opera è stata progettata dall'architetto Giovanna Mar (Mar Architetti) per Life Srl. È stata realizzata in tre anni è ha una certificazione energetica di classe A

Quattro cristalli a forma trapezioidale che raggiungono l'altezza di 56 metri e che si sviluppano attorno ad un pozzo di luce profondo 10 piani di altezza. Un complesso di edifici disposti attorno a una piazza pubblica su cui si affacciano attività commerciali, di ristorazione e di servizio per il tempo libero. Si chiama Torre Eva ed è una torre direzionale costruita a Mestre e progettata da Giovanna Mar per Life srl.

Un edificio di 12mila mq distribuito su 14 livelli, di cui uno interrato. Caratteristiche essenziali del progetto costato 22 milioni sono l'involucro trasparente che massimizza l'utilizzo della luce naturale e il concept, attento al rapporto con l'ambiente naturale progettato in modo tale da aver ottenuto la classe A per quel che riguarda la certificazione energetica.

Torre Eva è stata progettata in 10 mesi e realizzata in 3 anni. Lo studio Mar Architetti ha lavorato con Inpro engineering per le strutture e con Manens Tifs per l'acustica e gli impianti. L'opera è stata realizzata dall'impresa Nadir.

La sua destinazione d'uso è direzionale-servizi. «Diversamente dai comuni insediamenti commerciali - spiega l'architetto veneziano - qui si privilegia lo spazio di aggregazione, si valorizza il luogo dello stare». La torre si affaccia in questo luogo d'incontro, inquadrata tra le pareti inclinate nere degli edifici che lo racchiudono. «L'ingresso alla torre è un taglio ripido, inclinato, a tutta altezza tra i due volumi puri che costituiscono parte dell'edificio. La compressione dello spazio – racconta Giovanna Mar - data dalle pareti inclinate prospicenti l'ingresso, conduce il visitatore in modo chiaro all'entrata principale».

Dal basamento nero sale l'involucro trasparente che, con la sua leggerezza, è stato pensato per confondersi con il cielo. «Anche la frammentazione del volume in diversi "cristalli" esprime la volontà di accentuare l'effetto di leggerezza che l'edificio vuole rappresentare», spiegano dallo studio Mar.

Il risparmio energetico nel progetto di Torre Eva non è stato inteso esclusivamente come particolare attenzione alle questioni energetiche legate alle condizioni climatiche contingenti, ma anche a tutto ciò riguarda la massimizzazione dell'uso (corretto e confortevole) degli elementi naturali quali della luce, l'aria, il sole e l'acqua (intese come elementi fondativi della progettazione) e quindi anche alle fonti di energia rinnovabili.

Ecco allora che si è cercato di ridurre l'uso degli impianti meccanici tradizionali e massimizzare l'efficienza degli scambi tra edificio e ambiente. «L'involucro edilizio - raccontano gli architetti - non è più considerato solo come l'elemento separatore tra interno ed esterno, ma come un'interfaccia dinamica in continua ed attiva interazione con i fattori climatici esterni. Allo stesso modo, il grande atrio centrale non ha pura natura estetica, ma contribuisce alla sinergia tra ambiente ed edificio».

Le scelte tecnologiche adottate, secondo i progettisti, hanno portato ad una riduzione del 40% dei consumi energetici di un edificio con caratteristiche simili ma con sistemi tradizionali (risparmio energetico ed economico) grazie all'utilizzo delle pompe di calore ad acqua di falda rispetto ad una soluzione impiantistica tradizionale. Inoltre la nuova architettura produce quasi interamente dal campo fotovoltaico il 90% del fabbisogno elettrico richiesto dalle pompe di calore.

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