Progettazione e Architettura

Kuma: «la mia ricetta per la Manifattura. Così si sfrutta il patrimonio italiano»

Paola Pierotti

Intervista all'architetto giapponese Kengo Kuma, progettista della nuova Manifattura di Rovereto: «Committenti, cercate sinergia tra costruzioni e natura. Architetti, pensate il progetto in 3 dimensioni. Italiani, valorizzate identità e cultura»

Diventa realtà il maxi-progetto dell'ex Manifattura Tabacchi di Rovereto dove entro il 2018 ci sarà una «Green Innovation Factory» distribuita su una superficie di 68mila mq. Tra i progettisti che hanno definito le linee guida del masterplan e i caratteri architettonici dell'ampliamento c'è il giapponese Kengo Kuma che in Italia ha vinto nei mesi scorsi anche la gara per la nuova stazione dell'alta velocità Torino-Lione.

Kuma ha raccontato il concept del suo progetto di riconversione dell'ex impianto produttivo della città trentina in occasione di una lecture organizzata al Muse di Trento.

Come è oggi la Manifattura di Rovereto (fotogallery)

Come sarà la nuova Manifattura (fotogallery)

Architetto, con quale approccio ha affrontato il tema del riuso della Manifattura di Rovereto?
Per far fronte a questo tema è stato prioritario trovare il link tra la struttura architettonica esistente e quello che la circondava, riunire in un unico sistema la parte antica con il contesto. E non mi riferisco alla sola architettura.

Quando ho approcciato il tema dell'ex Manifattura, in team con Arup e Carlo Ratti, ho pensato che manifattura e natura dovevano trovare una sinergia e non ho voluto relazionarle in termini di contrasto ma ho cercato una soluzione che garantisse l'omogeneità del sistema. Ho proposto una riconversione unitaria e organica. Nello specifico, ho lavorato sulla scelta dei materiali: ho optato per l'uso della pietra e del legno che si caratterizzano per colori neutri, capaci di legare l'architettura e l'ambiente naturale. Questo tema per me è prioritario per l'architettura che verrà.

Cosa diventerà l'ex Manifattura?
Il progetto offrirà alle imprese pubbliche e private una piattaforma produttiva, composta di servizi, competenze e conoscenze specializzate. La rinascita produttiva della vecchia Manifattura è il risultato dell'azione di un insieme di aziende (che occuperanno circa due terzi dell'area disponibile), laboratori di ricerca, strutture di servizio, e altri soggetti tra loro diversi ma accomunati da una visione che si riconosce negli obiettivi di un'economia sostenibile.

Complessivamente l'intervento è finalizzato a costruire un luogo produttivo in un ambiente innovativo non solo dal punto di vista urbano, architettonico, impiantistico ed energetico ma anche tecnologicamente avanzato e altamente sostenibile (certificazione Leed Platino, classe energetica A+).

Concretamente, cosa è stato fatto finora?
Attualmente sono stati riqualificati alcuni edifici, alcuni in forma temporanea, già occupati da numerose imprese del comparto green building (Habitech, GBC, Evo3, Trehus, Oros). Un edificio è occupato dal polo universitario trentino. Manca l'ambito manifatturiero noto come Manifattura Green Innovation Factory - Ambito B (la parte nuova progettata da Kengo Kuma, ndr): a fine ottobre è stata bandita la gara d'appalto da 44,4 milioni per questo lotto, il bando scade il 10 febbraio prossimo e l'aggiudicazione è prevista per maggio 2014.

Architetto Kuma, secondo lei qual è il corretto approccio per un progetto di rigenerazione? Un suggerimento a committenti e colleghi progettisti?
Quando si affronta un progetto di riqualificazione è fondamentale ristabilire il giusto rapporto tra spazio e scelta dei materiali. E' importante ristabilire un equilibrio per creare continuità tra vecchio e nuovo, bisogna prendere in considerazione il ritmo e la proporzione della creazione dello spazio.

Un consiglio ai progettisti: non pensare mai in termini di schemi piatti, di progetti in due dimensioni. Oltre al disegno visto dall'alto è importante confrontarsi con gli spaccati, progettare lavorando sulle sezioni: solo così si capisce il collegamento tra l'architettura e quello che sta intorno.

Da osservatore esterno, come commenta la situazione nel nostro Paese?
Evidentemente l'Italia non versa in condizioni economiche brillanti ma ha un enorme potenziale: una grande forza culturale e una incredibile identità che si riscontra in ogni ambito del territorio. Nel XXI secolo l'Italia dimostra di avere un potenziale estremamente sviluppato, grazie al suo patrimonio storico e culturale. Fondamentale requisito se si decide di passare all'operatività.

Guarda il video dell'intervento di Kengo Kuma a Trento (link )


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