Progettazione e Architettura

Architetti italiani, Piuarch è lo studio dell'anno

Paola Pierotti

Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha assegnatola prima edizione del Premio Architetto Italiano 2013 ai milanesi Piuarch. Il Giovane talento è Fabrizio Barozzi

Diciassette anni di attività, 10 opere realizzate in Italia e 40 negozi in giro per il mondo, un fatturato dell'ordine dei 2 milioni di euro. Quattro soci e sei associati che da gennaio diventeranno 11, in tutto 35 persone. Sono questi i numeri che descrivono in cifre il lavoro dello studio milanese Piuarch guidato dai cinquantenni Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario. A loro è stata assegnata la prima edizione del Premio «Architetto Italiano» promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti.

La motivazione. «La struttura collettiva dello studio è alla base di una grande capacità di dialogo con realtà diverse per cultura, aspettative, risorse economiche e tecniche – ha spiegato la giuria presieduta da Cino Zucchi (scelto nelle scorse settimane come curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia) -. Progetti come quello per il Centro Congressi a Riva del Garda ma soprattutto edifici come i Bentini Headquarters a Faenza, Le Quattro Corti a San Pietroburgo, le residenze sovvenzionate a Sesto San Giovanni e gli Uffici Porta Nuova a Milano dimostrano come si possano perseguire nuove forme di urbanità e nuovi ambienti di vita e lavoro all'interno di condizioni professionali in profondo e continuo mutamento».

Piuarch: i migliori del 2013. Vince lo spirito di squadra e chi concilia rigore e sperimentazione (lil racconto di Progetti e Concorsi)

Piuarch è lo studio dell'anno perché secondo la giuria rappresenta un modello per i 150mila architetti italiani: opera in Italia e all'estero a diverse scale, da quelle del disegno urbano a quelle degli interni e ha saputo conquistarsi un ruolo nel mercato privato lavorando con grandi committenti, come i marchi della moda D&G e Kering ma anche con sviluppatori immobiliari come Hines. Ancora, lo studio milanese rappresenta un riferimento per chi fa il mestiere dell'architetto: i soci hanno fatto la loro gavetta in uno studio affermato, si sono conosciuti lavorando con Vittorio Gregotti, lo studio non ha un leader ma è una squadra di professionisti che valorizza lo spirito collettivo, ancora, Piuarch ha investito nella ricerca partecipando a numerosi concorsi pubblici e privati (alcuni vinti ma molti rimasti sulla carta).

Dieci opere costruite dallo studio Piuarch

Il premio e la giuria. In occasione del 90° anniversario di fondazione dell'Ordine professionale (24 giugno 2013) il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), per celebrare l'architettura e i suoi protagonisti ha bandito la prima edizione dei premi «Architetto Italiano» e «Giovane talento dell'architettura italiana». Il 6 dicembre 2013 si è riunita, presso la sede del Cnappc la giuria dei due Premi, presieduta da Cino Zucchi (architetto) e composta da Enrica Caire (rappresentante della Conferenza degli Ordini APPC italiani), Pippo Ciorra (Senior Curator MAXXI Architettura), Leopoldo Freyrie (presidente CNAPPC), Margherita Guccione (direttore MAXXI Architettura), Mario Piazza (direttore Abitare), Giorgio Santilli (Giornalista Sole24Ore) e coordinata operativamente dall'architetto Simone Cola (Presidente del Dipartimento Cultura, Promozione e Comunicazione CNAPPC).

Piuarch è stato scelto tra le 79 candidature come studio professionale capace di coniugare qualità progettuale, etica professionale, consapevolezza del contesto- anche economico e sociale - nel quale si svolge il lavoro, dimostrando capacità e modalità esemplari nello svolgimento di una professione in profondo mutamento.

Un Premio Speciale della Giuria è stato assegnato allo studio MoDus Architects Matteo Scagnol Sandy Attia di Bressanone. «I progetti recenti (fotogallery ) rivelano una sorprendente capacità di rispondere a temi specifici e sempre diversi con strategie spaziali e formali di grandissima suggestione, capaci di generare figure nuove in territori stratificati e al contempo di generare risonanze inaspettate con la loro storia» così la giuria ha commentato il lavoro di Scagnol e Attia.

MoDus: «studio piccolo senza struttura piramidale. Concorsi e efficienza in cantiere»

Il «Giovane talento dell'architettura italiana 2013» è un italiano all'estero. Si chiama Fabrizio Barozzi, classe 1976, originario di Rovereto con uno studio associato a Barcellona (Ebv estudio barozzi veiga). Il suo percorso professionale è rappresentativo di tante storie di trentenni italiani che hanno deciso di lasciare il Paese e di confrontarsi con la realtà internazionale. Ma a differenza di altri colleghi under40 che arrancano anche all'estero a causa della forte recessione economica Barozzi ha già costruito tre opere importanti, due in Spagna (una cantina e un auditorium) e all'inizio anno inaugurerà la Filarmonica di Szczecin in Polonia (fotogallery ).

Nell'ultimo anno lo studio guidato da Barozzi con il socio Alberto Veiga ha vinto tre concorsi: due per due musei, uno a Losanna e uno a Coira e un terzo per una scuola di musica in Italia a Brunico. «Quello di Barozzi è un caso particolarmente felice – ha commentato la giuria - La grande maturità e compiutezza formale di loro lavori li hanno già collocati tra i soggetti più attivi ed attenti della cultura attuale, capaci di operare nella contemporaneità con grande attenzione verso i contesti delicati e diversi delle città e dei territori europei».

Dallo Iuav a Siviglia, l'architetto di Rovereto associato con un collega spagnolo inaugura a inizio 2013 la Filarmonica di Szczecin in Polonia. Dieci anni di lavoro, tre opere importanti, molti progetti nati dai concorsi. Serietà e tenacia, sono le parole d'ordine.

Segnalazioni tra gli under40.
La giuria ha inoltre assegnato tre Menzioni d'onore a Valentina Giovanzani di Bergamo per il progetto di un'abitazione privata a Urgnano (Bergamo) in considerazione della qualità spaziale e del grande rigore formale, che mostra alternative valide allo sprawl suburbano; a Nicola Montini di Faenza (RA) per una casa privata a Faenza (Ravenna) riscontando la capacità di aver dato notevole dignità architettonica al tema della piccola addizione a un fabbricato esistente; e a Patrick Pedò di Bolzano per il progetto di una centrale idroelettrica a Malles Venosta (Bolzano) in considerazione dell'ottima integrazione di un manufatto tecnico nel paesaggio.

Nell'occasione sono inoltre stati selezionati per la prima edizione della pubblicazione digitale Quaderni della Giovane Architettura Italiana altri dieci progetti: Sarah Becchio di Caramagna Piemonte (Cuneo) – Wood and the dog, intervento su un fabbricato esistente, Paesana (Cuneo); Marzio Clementi di Barcellona - Progetto di concorso per la riqualificazione della diga foranea nel golfo della Spezia; Giovanna Di Virgilio di Pescara – Ambulatorio polivalente, L'Aquila; Francesco Forcella di Fara Gera d'Adda (Bergamo) – edificio polifunzionale Scuola Edile Bergamasca, Seriate (Bergamo); Eva Grillo di Catania – Intervento di recupero e restauro di un fabbricato esistente, Pachino (Siracusa); Andrés Holguin di Venezia – Riconversione della Tesa 105 all'Arsenale di Venezia; Salvator John Albert Liotta di Parigi - Infopoint e bookshop del Castello di Chiaramonte, Favara (Agrigento); Paolo Molteni di Cantù (Como) – Progetto di concorso per la riqualificazione dell'area ex-Maletti, Formigine (Modena); Subhash Mukerjee di Torino – Sopra/sotto, dentro/fuori intervento su un fabbricato esistente, Torino; Matteo Pavese di Roma – Small work, ristrutturazione appartamento, Roma.

La cerimonia di premiazione si terrà il giorno venerdì 14 febbraio presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo.


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