Progettazione e Architettura

Luca Zaia: «In Veneto basta con i concorsi e con gli ospedali griffati»

Paola Pierotti

Il governatore del Veneto contro la nuova architettura sanitaria: «Sono solo costi inutili per il committente e Il malato non ci guadagna niente». In arrivo una delibera sull'ospedale low-cost da applicare su scala nazionale

«Basta ospedali da manuale di architettura. Non bisogna rincorrere l'opera d'arte, abbiamo bisogno di ospedali più sobri ed efficienti». Luca Zaia, governatore del Veneto, ha lanciato una campagna contro i nuovi ospedali d'autore «che costano e sono poco funzionali, con hall e grandi spazi inutilizzati, mentre i posti letto sono concentrati. Abbiamo bisogno di nosocomi fruibili e gestibili. Oggi, invece, constatiamo in tanti casi che ci sono dei costi di gestione elevati e che le spese non sempre sono riconducibili al servizio sanitario. Cose dalle quali il malato non ci guadagna niente».

Quella di Zaia è una dura presa di posizione contro la nuova architettura sanitaria. Un appello che parte proprio dal Veneto dove sono stati costruiti tanti nuovi ospedali, molti sono in costruzione, e dove ci sono studi di progettazione che di questo tema hanno fatto un vero business.

Basta nuove costruzioni quindi?
Ci sono una decina di nuovi ospedali in costruzione. Una massa di cemento che arriva, da Treviso a Monselice. A questi si devono aggiungere i disagi che scontiamo dagli ospedali costruiti recentemente che ci costano moltissimo. Faccio un esempio: per la pulizia dei 7mila mq delle grandi vetrate dell'Ospedale di Mestre (Ambasz-Altieri, ndr) abbiamo pagato 270mila euro in cinque anni.

La Regione Veneto sta preparando una delibera per ospedali a misura di malato, in cosa consiste?
Stiamo lavorando a una delibera che porterò poi in Conferenza delle Regioni (dove il Veneto è coordinatore per la sanità) sulla costruzione di ospedali funzionali ma dai costi contenuti: ospedali pensati per le esigenze dei malati e non basati su quelle delle archistar. Se la storia dell'arte e dell'architettura va di pari passo con il periodo storico penso non vada tralasciato il fatto che oggi l'ente pubblico si deve concentrare sull'oggetto sociale. Non penso a un nuovo decadentismo ma a un «rinascimento dell'essenziale».

Da Governatore lei ha ereditato una serie di ospedali di forte impatto scenografico ma si lamenta dei costi aggiunti. Quale alternativa propone?
In Veneto sono stati spesi soldi per chi progetta, chi realizza, chi vuole farsi il proprio ospedale-mausoleo. Se dovessi fare oggi queste opere seguirei altre modalità.

Tipo i concorsi di architettura?
Mi piacerebbe, ma non rischierei: la burocrazia italiana ti fa impantanare se scegli il concorso. È uno strumento che non va bene se vuoi costruire rapidamente. In Italia la burocrazia si è divorata le procedure.

Non c'è quindi comunque un'alternativa al project financing?
Esatto, anche se ha un evidente svantaggio: garantisce la rapidità con una premialità dilazionata nel tempo. In Italia se ti avventuri con procedure innovative non vai avanti.

Parla da Governatore e da ex Ministro, cosa intende?
Non c'è gara che non sia oggetto di contenzioso o di ricorsi. Penso che il rilancio del nostro Paese potrebbe passare anche da una maggior discrezionalità lasciata agli amministratori locali. Lo Stato deve lasciarci la possibilità di fare.

Nello specifico per gli ospedali ha delle indicazioni concrete?
L'efficienza si garantisce anche con una scelta corretta dei materiali e della tipologia costruttiva. Sono superflue le grandi hall o particolari soluzioni estetiche per l'esterno. Vorrei che gli architetti fossero creativi nell'essenzialità. Due esempi: non servono le vetrate modello Louvre, non serve sostituire l'intonaco con pannelli che cadono per il caldo.


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