Progettazione e Architettura

Ancpl-Legacoop e Oice: «Società di ingegneria, con la tassa 4%sull'estero rischio fuga dall'Italia»

Alessia Tripodi

Le associazioni: «Il contributo previdenziale integrativo mina la competitività delle nostre imprese e favorisce la delocalizzazione, subito una modifica della norma»

Rischio fuga dall'Italia per cooperative e società di ingegneria e architettura se non sarà eliminata la tassa aggiuntiva sui fatturati esteri. La denuncia arriva da Ancpl- Legacoop e dall'Oice, che lanciano un appello a Governo e Parlamento per abolire l'obbligo del contributo previdenziale del 4% dovuto dai professionisti e dalle società di progettazione impegnate sui mercati esteri.

«E' da febbraio che stiamo spiegando a Governo e Parlamento l'effetto devastante derivante dall'applicazione sull'estero del contributo previdenziale integrativo del 4%, peraltro neanche voluto dalla legge di stabilità dell'anno scorso che si limitò a recepire una direttiva in materia di Iva» dice il presidente dell'Oice, Patrizia Lotti, spiegando che « nonostante gli emendamenti presentati e l'appoggio del Ministero del lavoro che ha ben compreso gli effetti deleteri, per le stesse Casse previdenziali e per le entrate tributarie, ancora non è stato possibile risolvere la questione, per il veto irragionevole della Ragioneria generale dello Stato». Lotti aggiunge che in tali condizioni «il rischio di delocalizzazione è reale e non di poco conto, se si pensa che nel 2012 si colloca al 40% il volume di affari estero delle società d'ingegneria italiane».

Le fa eco Carlo Zini, presidente di Ancpl-Legacoop, che sottolinea la «grave contraddizione tra la previsione del contributo aggiuntivo e l'imperativo della politica all'internazionalizzazione delle imprese» e fa notare come quello sulla tassa sia «un provvedimento illegittimo, anche perché si rivolge a committenti stranieri non tenuti a pagare un contributo previdenziale italiano».
Per evitare «pesanti effetti sul fronte delle entrate fiscali, dei posti di lavoro e della fuga di cervelli» le associazioni chiedono dunque «a tutte le forze politiche e al Governo di approvare alla Camera una norma che riporti allo status quo, cioè all'applicazione del contributo esclusivamente sul fatturato per prestazioni svolte in Italia».


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