Progettazione e Architettura

Progettazione in cemento armato, il Tar Veneto apre ai geometri

Alessia Tripodi

Il tribunale amministrativo respinge un ricorso degli ingegneri e ribadisce: abolito nel 2010 il divieto per i geometri di firmare edifici in cemento armato - Il presidente dell'Ordine di Verona Calzavara: «Sentenza storica»

Progettazione in cemento armato, entro il confine della «modesta costruzione» non c'è nessun divieto per i geometri. Che possono firmare anche costruzioni senza limiti dimensionali, purchè si tratti di una «soluzione costruttiva non complessa». Lo ha stabilito il Tar del Veneto, che con la sentenza n. 1312/2013 depositata il 20 novembre scorso (scarica il testo ) è intervenuto nella «guerra» di competenze in atto fra ingegneri e geometri nel veronese. «Si tratta di una sentenza storica - afferma il presidente dell'Ordine dei geometri di Verona, Piero Calzavara - perchè per la prima volta in Italia un Tribunale Amministrativo ha riconosciuto e applicato il nuovo quadro normativo sul tema, derivante dall'abrogazione, con D. Lgs. 212 del 13.12.2010, del Regio decreto. 2229/39, cioè di quella norma che riservava il calcolo del cemento armato a ingegneri e architetti. Un pronunciamento che accogliamo con soddisfazione e che, anche se non ancora definitivo - aggiunge Calzavara - contribuisce a rendere più certo il quadro normativo e semplifica la vita e il lavoro dei professionisti.».

La vicenda nasce con il ricorso presentato dall'Ordine degli ingegneri di Verona contro la delibera di indirizzo firmata nel luglio 2012 dal Comune di Torri del Benaco (scarica il testo ), nella quale l'amministrazione - per far fronte ai continui contenziosi in materia di competenze lamentati dal tecnico comunale - definiva in 1500 mc il limite quantitativo degli edifici progettati da geometri al di sotto del quale il dirigente dell'ufficio tecnico non era tenuto a verificare la competenza professionale. Con un ricorso presentato contro il comune e l'Ordine locale dei geometri, gli ingegneri hanno chiesto la sospensione di tale delibera, non solo perchè la legge, secondo i professionisti, escluderebbe in toto la competenza del geometra in materia di progettazione di costruzioni civili, ma anche perchè con la sua delibera il Comune di Torri del Benaco avrebbe «legiferato» in materia di competenze professionali senza averne il potere.

Ma il Tar Veneto ha dato ragione ai geometri, richiamando il Dlgs 212/2010 che abroga il divieto di firmare edifici in cemento armato e precisando che la delibera comunale rientra negli «atti d'indirizzo» e, dunque «non assume carattere vincolante per gli uffici amministrativi cui è rivolta».
«La sentenza ha di fatto sdoganato la progettazione di edifici in cementi armato da parte dei geometri» afferma il presidente Calzavara, sottolineando che «al di là dell'abrogazione del Regio decreto 2229/39, resto comunque del parere che il calcolo strutturale debba essere svolto da un professionista competente, uno strutturista, un laureato, trattandosi di una fase progettuale delicata e connessa alla progettazione architettonica, il cui obiettivo finale è la sicurezza».

Ora resta da vedere quali conseguenze avrà il pronunciamento del Tar Veneto. «Pur consci del fatto che la sentenza, a oggi, è ancora suscettibile di impugnazione al Consiglio di Stato - sottolinea Calzavara -bisogna evidenziare la coincidenza temporale e l'analogia di contenuti con la prova degli esami di Stato per l'abilitazione alla professione di geometra, nella sessione 2013, che ha riguardato la progettazione di otto alloggi a schiera con volume di 3.200 mc, senza parlare - conclude - di numero di piani, di presenza o meno di conglomerato cementizio armato, di zona sismica».


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