Progettazione e Architettura

Obbligo di Pos negli studi, professionisti pronti allo sciopero

GIusepep Latour

Zambrano (ingegneri): una "tassa occulta" che potrebbe valere 80 milioni di euro solo per i professionisti del settore delle costruzioni

Il problema è sul tavolo da diverse settimane, e non è stato risolto. Così la Rete delle professioni tecniche decide di passare alle vie di fatto e minaccia uno sciopero. L'obiettivo è ottenere il ritiro della norma che impone a tutti i professionisti di dotarsi di un sistema per i pagamenti elettronici, a partire dal prossimo primo gennaio, come previsto dal decreto Sviluppo bis del Governo Monti. Una "tassa occulta" che, secondo le stime, potrebbe valere 80 milioni di euro solo per i professionisti del settore delle costruzioni.

«Esprimo con decisione la nostra totale contrarietà – afferma Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle professioni tecniche e presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri -. Siamo disposti a fermarci, a scioperare, per affermare quanto sia assurda questa norma. Siamo di fronte all'ennesimo balzello a carico dei professionisti». Senza contare che non ha nessuna finalità di lotta all'evasione e al sommerso. «La quasi totalità delle prestazioni professionali – prosegue Zambrano - ha una soglia di valore superiore ai mille euro, oltre la quale tutti i pagamenti devono essere tracciabili e quindi fatti con sistemi di pagamento quali assegni o bonifici».

Le stime effettuate dalla Rete delle professioni tecniche danno un'idea dell'impatto della novità. Al professionista, infatti, è richiesto di farsi carico dei costi di installazione del Pos (mediamente intorno ai 100 euro), del pagamento di un canone mensile (mediamente intorno ai 30 euro) e del pagamento di una commissione su ogni transazione, che può anche superare il 3 per cento. Il peso, solo nel settore delle costruzioni, potrebbe toccare gli 80 milioni. «Milioni di euro – fa notare Andrea Sisti, segretario della Rpt - che da reddito per i professionisti si trasformano in rendita per il sistema bancario. Una cosa inaccettabile. Proprio ora che gli onorari dei professionisti italiani sono ormai ridotti al lumicino dall'abrogazione delle tariffe e da un mercato che li obbliga a praticare forti ribassi».

Inoltre, la norma in alcune zone sarebbe attuata con difficoltà. «Il provvedimento – aggiunge Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio nazionale dei geometri - se confermato, atteso che riguarda migliaia di professionisti tecnici che operano capillarmente su tutto il territorio nazionale anche in zone dal paese non adeguatamente coperte dal servizio telematico, metterebbe in seria difficoltà gli stessi professionisti che, loro malgrado, non potrebbero adempiere ad un obbligo normativo».


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