Progettazione e Architettura

A Chivasso il treno si ferma nella biblioteca firmata Areaprogetti

Luigi Prestinenza Puglisi

L'inizio della storia risale al 5 dicembre 2003 quando, in occasione della presentazione dello studio di fattibilità sul Sistema Bibliotecario dell'area metropolitana torinese, si propose di realizzare biblioteche in grado di esercitare un ruolo extra territoriale, per fornire servizi migliori e più efficienti agli utenti. Fu il comune di Chivasso a proporre la propria candidatura che si concretizzò affidando ad Areaprogetti uno studio di fattibilità. Dal quale emerse che per una realizzazione all'altezza degli standard richiesti era meglio evitare di utilizzare gli ambienti del settecentesco Palazzo comunale, mentre invece appariva più adeguato un edificio nuovo. Conseguentemente, l'Amministrazione decise per la costruzione della biblioteca civica all'interno di un intervento di sistemazione urbanistica nello scalo merci ferroviario: nello spazio occupato da un deposito risalente all'inizio del secolo scorso e abbattibile perché di scarso valore artistico e storico.

«La localizzazione, in una porzione di città caratterizzata da consistenti flussi di pendolari – raccontano i progettisti- ci ha suggerito di tenere presente le esigenze di un'utenza giovane con procedimenti di prestito rapidi e con esposizioni di novità librarie, oltre che con l'offerta di collegamenti internet».
Ubicata in un luogo stimolante ma non facile, che corre il rischio di renderla anonima, la biblioteca è stata pensata come elemento strategico nella composizione della nuova piazza. E si presenta con un linguaggio architettonico schiettamente contemporaneo, cioè, come tengono a precisare i progettisti, senza concessioni scenografiche e citazioni storiche. «L'architettura- continuano- non deve mascherarsi dietro una facciata, ma denunciare in modo trasparente e leggero la sua funzione di luogo di socializzazione e di cultura».
Da qui anche l'ispirarsi a esempi in cui la biblioteca svolge un importante ruolo nell'ambito cittadino: come a Muenster, Halmstad, Whitechapel.
Nella strategia d' insieme gioca una sua funzione l'elemento colore che in facciata, con il suo rosso, vagamente ricorda quello della copertina di un libro. Ma, la qualità principale di questo progetto è, a mio avviso, il carattere antimonumentale, piacevole e informale che comunica subito agli utenti l'idea di uno spazio accessibile e aperto. A questo concorre la progettazione degli arredi e della grafica. E, sempre all'interno, la grande scala verde che rappresenta anche il primo momento di approccio con l'edificio: non contiene il bancone di accoglienza, ma le postazioni internet con alcune sedute informali, le quali inducono a rapportarsi con l'istituzione pubblica in modalità amichevole.

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Venendo all'organizzazione spaziale, il nuovo edificio è costituito da una manica di due piani fuori terra, oltre ad un piano interrato, a pianta trapezoidale disposta parallelamente ai binari. La copertura, piana, è occupata in parte dai locali tecnici e, in parte da un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. A servizio dei tre piani è stato installato un ascensore per il trasporto di persone e di libri. Un tema interessante di progettazione è stato l'abbattimento di rumore e vibrazioni indotti dalla vicinanza con la ferrovia. Fino alla profondità di circa 7 metri, è stato costruito un diaframma continuo in calcestruzzo armato. Mentre l'isolamento acustico è garantito, al piano di fondazione, da un materassino antivibrante in materiale composito realizzato con granuli di gomma aggregati a caldo e sotto pressione.


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