Progettazione e Architettura

Roma, servono 170 milioni per completare la Nuvola dell'Eur

Paola Pierotti

Borghini (Eur Spa): Cda entro Natale, se non si trovano le risorse fermeremo i lavori

La crisi finanziaria del comune di Roma si abbatte sulle grandi opere di architettura: mancano 170milioni per ultimare la Nuvola dell'Eur, il nuovo centro congressi firmato da Massimiliano Fuksas. «Abbiamo completato il 76% dei lavori e abbiamo speso 250 milioni – dichiara Pierluigi Borghini, presidente di Eur spa -. A luglio il sindaco di Roma e il ministro dell'Economia (i due principali azionisti di Eur spa: 90% Mef e 10% Roma Capitale) ci hanno scritto garantendoci di riuscire a coprire integralmente l'operazione. Se sarà così contiamo di inaugurare l'opera in vista dell'Expo 2015, e di riuscire a pagare tutto entro il 2016». Ma i mesi passano e la situazione si fa più pressante. Ecco allora che il presidente di Eur spa è costretto a lanciare il suo ultimatum: «Entro Natale convocherò un Cda in cui chiarirò con gli azionisti che se le promesse non si tramutano in risorse finanziarie saremo costretti a fermare i lavori».
Quella della Nuvola è una storia che nasce 15 anni fa (vai alla fotogallery ). I tempi si sono dilatati e i costi sono lievitati: rispetto ai 272 milioni previsti dalla gara d'appalto al momento si stima che l'opera costerà complessivamente 415 milioni.

Al centro congressi dell'Eur il cantiere non si è di fatto mai fermato: oggi lavorano un centinaio di operai. Entrando nel cantiere non si vede però nessun movimento: «Stanno procedendo con le operazioni negli interrati» spiegano da Eur Spa. Negli ultimi mesi il cantiere è andato sicuramente a rilento: si è lavorato molto sulla parte impiantistica, impianti meccanici ed elettrici, sono in corso alcune finiture architettoniche a partire dall'auditorium, ma ad esempio ancora non si vede nulla dello speciale rivestimento della cosiddetta "Nuvola" sospesa al centro della grande teca.
Mancano le risorse e il problema è serio. «Condotte, l'impresa esecutrice, sta collaborando e attende con noi – racconta il presidente Borghini -. Eur spa deve pagare il Sal di ottobre: le risorse sono fondamentali. Se gli azionisti non riescono a recuperare i fondi Eur Spa sarà costretta a vendere i propri beni». Su questo tema si inserisce ad esempio la questione relativa all'hotel realizzato nella grande "Lama" nera che separa il centro congressi dalle torri delle ex Finanze (che lo stesso sindaco Marino definisce «Beirut»): affittarlo o venderlo? Al momento sei cordate (una italiana e cinque internazionali) hanno manifestato il loro interesse. Mettere a reddito l'hotel sarebbe già un primo importante aiuto per fare cassa e iniziare a coprire una quota delle risorse mancanti.

Le istituzioni hanno un ruolo centrale nell'avanzamento del progetto
Regione, Comune e IX Municipio concordano sulla necessità di portare a termine l'operazione. Ma sono costrette ad affidarsi a chi può investire: ecco allora che l'amministrazione Marino ha coinvolto banche e imprenditori per chiedere un sostegno e trovare soluzioni concrete per far ripartire il motore del centro congressi.
«Il ruolo che ha avuto il Maxxi di Zaha Hadid o il parco della musica di Renzo Piano sono evidenti – ha commentato il sindaco Ignazio Marino –. E' importante progettare opere a partire dal contesto urbanistico. Come amministrazione intendiamo collaborare attivando sinergie con altre strutture vicine, come la Fiera di Roma, potenziando le infrastrutture e anche intervenendo sulle torri vicine alla Nuvola: non possiamo permetterci di avere una simile ferita urbanistica». Ma l'obiettivo numero uno ora è il centro congressi: «Non possiamo permetterci che la Nuvola resti un'incompiuta» ha dichiarato il sindaco.

«Il cantiere della Nuvola deve essere visto come un'opportunità non come un problema – ha aggiunto Giovanni Caudo, assessore alla Trasformazione urbana del Comune di Roma – soprattutto se inserito nello sviluppo della direttrice che va dal Parco archegologico dei Fori fino all'aeroporto di Fiumicino: un asse produttivo commerciale sul quale insistono investimenti per oltre un miliardo di euro». Caudo ripercorre l'itinerario di questo "viaggio" dal centro città al mare, passando per le Terme di Caracalla, per il nuovo polo dell'Ostiense dove è in funzione ormai da un paio d'anni Eataly, dove si lavora per la riqualificazione dei Mercati Generali e dove è previsto il Campidoglio 2. Terza tappa è l'area dell'ex fiera di Roma.
Percorrendo la via Cristoforo Colombo si arriva all'Eur. E poi ancora c'è la nuova zona costruita dove si trova anche il centro commerciale EurRoma2, l'edificio residenziale Eursky e il ministero della Salute, il progetto Print Magliana Alitalia, la nuova Fiera di Roma, fino ad arrivare all'aeroporto.

I primi cento giorni della giunta Marino sono ormai passati
Operazioni concrete sul fronte dell'architettura e dell'urbanistica ancora non si riescono a misurare ma l'assessore Caudo anticipa che «il progetto per il Campidoglio 2 è stato presentato dagli architetti al sindaco e si sta valutando l'aspetto economico. Per l'area dell'ex Fiera – annuncia – proporremo a Investimenti spa (ex Fiera di Roma spa) di gestire diversamente l'operazione rispetto al bando pubblicato quest'estate: non si può immaginare un progetto "come un'isola" ma dovrà essere inserito nel piano di sviluppo dell'asse centro-mare con un mix di funzioni adeguato e pensando anche alla residenza temporanea». Terza novità nell'area dell'Ostiense riguarda l'operazione sviluppata da Lamaro nell'area degli ex mercati generali (concept originario firmato Rem Koolhaas) dove si è optato per un cambio di destinazione d'uso sostituendo la quota per servizi enogastronomici con una residenza per studenti, «di fatto si tratta di un albergo» ha commentato Caudo.
Il Campidoglio appoggia le grandi idee, anche per quanto riguarda architettuta e urbanistica, ma è costretto a fare i conti con un bilancio in rosso che lascia poche speranze.


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