Progettazione e Architettura

Un'alternativa alle «villettopoli»: le case blu di Vincenzo Latina a Siracusa

Paola Pierotti

Dieci alloggi e otto minialloggi costruiti in un terreno molto inclinato dall'impresa Assennato Costruzioni edilizie. Un intervento che si distingue per l'uso del colore, la composizione che apre visuali prospettiche e l'integrazione impianti-design

Quindici anni per approvare il piano di lottizzazione, dieci mesi per la fase di approvazione del progetto e due anni di cantiere. Sono pronte a Siracusa le «case blu» firmate Vincenzo Latina e realizzate dall'impresa Assennato Costruzioni edilizie. Un operazione come tante in Italia che parla di tempi lunghi della burocrazia ma anche di determinazione da parte dell'impresa-committente, di qualità del progetto e di sperimentazione in un contesto di costruzioni indifferenziate.

Le foto dell'opera

Le case blu sono ubicate in un comparto urbano di recente espansione di edilizia residenziale, denominato Tremilia. Si tratta di un'area a nord di Siracusa, a ridosso delle Mura Dionigiane e del Castello di Eurialo (nella frazione di Belvedere) caratterizzata da svariate lottizzazioni, «connotate dalla imperante banalizzazione tipica delle villettopoli contemporanee - racconta l'architetto siciliano - Di recente si è assistito alla proliferazione di villette isolate, tutte uguali, su due piani, tetto inclinato, manto in coppi, infissi in legno e suadenti intonaci color pastello»

Per contrapposizione, gli alloggi della Pineta sono disposti in sequenza tramite una successione di edifici uniti fisicamente dalla copertura e da un sistema di androni e verande localizzati al primo piano delle unità abitative. Questa composizione imposta particolari coni visivi che inquadrano il paesaggio circostante e organizzano dei particolari quadri prospettici che interrompono la consistente massa dell'edificato.

L'insediamento è cresciuto su un terreno fortemente inclinato: a valle il comparto conta dieci alloggi mentre a monte si articola un residence con altri otto minialloggi; i due interventi sono fisicamente separati da un costone roccioso su cui si attesta una preesistente villa isolata.

Complessivamente si parla di un'operazione immobiliare di cira 5 milioni di euro.

L'involucro. La scelta di rivestire le case con una sorta di «guscio» nasce dalla volontà dell'architetto di sintetizzare la complessa orografia del terreno. A valle si percepisce una visione d'insieme dell'intervento dei prospetti, a monte la copertura diventa un elemento caratterizzante. Ecco allora che la copertura delle residenze diventa il prolungamento dei prospetti laterali e ne definisce la quinta facciata. «La gradazione delle tonalità dei fronti, delle logge e delle verande contribuisce a scomporre ulteriormente la massa del costruito» spiega l'architetto.

Sostenibilità. «Erroneamente i requisiti energetici degli edifici sono spesso confusi con la qualità dell'architettura - spiega Latina -. Questo progetto cerca di integrare quindi tali dispositivi senza quell'enfatizzazione tecnologica cara ad alcune architetture contemponrae». Sulle falde del tetto dei minialloggi del residence sono stati integrati due impianti fotovoltaici che rendono l'edificio energeticamente sufficiente con un esubero di produzione elettrica che viene immessa sulla rete.



© RIPRODUZIONE RISERVATA