Progettazione e Architettura

Bim, a REbuild una lezione internazionale anche per le Pa

Paola Pierotti

Al Riva del Garda tavolo tecnico sull'approccio integrato, che all'estero è diventato elemento essenziale per il via libera a edifici pubblici. L'architetto Sani: «Italia indietro, ora invertire la rotta»

In Italia troppi operatori non conoscono ancora le potenzialità del Bim e lo percepiscono come un sovraccosto non sempre giustificabile. Ma altri Paesi ci stanno indicando la direzione da seguire – spiega l'architetto Stefano Sani di Progetto Manifattura – e in America dal 2007 il Governo federale ha adottato il Bim come criterio necessario per l'approvazione dei progetti federali. Ovvero, non c'è il via libera per tribunali od ospedali, o edifici pubblici progettati senza l'uso del Bim, nella consapevolezza che con questo strumento si possono controllare tempi e costi e monitorare tutti i passaggi».
Sulla stessa linea si sta orientando anche l'Inghilterra. Nel maggio 2011 infatti il Governo inglese ha adottato il modello Bim per progetti da più di 5 milioni di sterline, estendendolo a tutti i progetti a partire dal 2016, con piano industriale delineato in ogni suo particolare, su obblighi e standard. «Una strategia, quella inglese, di politica industriale e di promozione internazionale di tutta la filiera – spiega Stefano Sani –. L'informatizzazione del mondo immobiliare e delle costruzioni renderà le riqualificazioni sostenibili più efficaci e con un pay-back certo. È prevedibile anche un ritorno certo per tutta la filiera: chi finanzia potrà contare sull'efficienza dell'intervento, i costruttori potranno differenziarsi sul mercato con questa specializzazione e ancora gli operatori e i proprietari potranno gestire il patrimonio immobiliare in modo efficace e coordinato».

In occasione dell'evento REbuild (Riva del Garda, 26-27 novembre) con la collaborazione di Nemetschek e Autodesk (produttori rispettivamente dei software Allplan e Revit) gli operatori del settore discuteranno su come questo processo possa cambiare il mercato e le professioni, e apriranno una discussione su quali siano i vantaggi e le modalità di applicazione della metodologia Bim per la riqualificazione e la gestione del patrimonio immobiliare esistente. «Se si inverte la rotta e si abbandona l'approccio tradizionale – commenta Sani – si riducono incongruenze e inefficienze dovute allo scarso coordinamento e si stima un risparmio dei costi di costruzione dell'ordine del 20-30 per cento». Inefficienza, extra-costi, manutenzioni di emergenza sono temi caldi per tutti gli operatori del settore. Ecco allora perché i modelli informatici dell'edificio e i sistemi computerizzati di gestione non possono restare di competenza dei soli progettisti. Il Bim richiede un approccio interdisciplinare e offre vantaggi trasversali. È questione di metodo: si crea un modello parallelo a cui si associano dati quantitativi relativi ad architettura, a strutture e impianti; si definiscono funzioni e soluzioni specifiche; si inseriscono più dati possibili e si integrano con informazioni relative ai costi. I dati, combinandosi, faranno saltare all'occhio le incongruenze progettuali e non, e il beneficio sarà misurabile per il progettista ma soprattutto per il costruttore, per chi vivrà l'edificio e per chi dovrà pagarlo.


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