Progettazione e Architettura

Riuso in chiave «green»: nel modenese i nuovi uffici Mirage firmati Davide Marazzi

Luigi Prestinenza Puglisi

Davide Marazzi si è formato a Milano con Cino Zucchi che è stato suo relatore di laurea. Poi a Parma con Guido Canali, uno dei più raffinati architetti italiani dal quale ha appreso il culto per la precisione del dettaglio e la necessità di un approccio rigoroso che deve portare il progettista ad asciugare e semplificare sino ad arrivare all'essenza del problema, dove solo può risiedere la poesia dell'oggetto architettonico. Dal 2004 Marazzi ha aperto per conto proprio lo studio impegnandosi in una attività ad ampio raggio che va dall'edilizia residenziale ai progetti infrastrutturali in Italia e, recentemente, in Kazakistan e in Qatar.

L'edificio che qui presentiamo è una riqualificazione della palazzina uffici di uno stabilimento per la produzione di lastre di ceramica a Pavulo nel Frignano, in provincia di Modena.
Quattro gli obiettivi di progetto.
Primo: riqualificazione dell'immagine architettonica. L'edificio, costruito negli anni settanta, si presentava poco curato secondo quello che era il modo di vedere la fabbrica in anni in cui il problema dell'aspetto degli edifici aziendali era meno sentito.
Secondo: r iduzione dei costi di gestione e quindi dei consumi energetici. La palazzina era caratterizzata da un telaio in cemento armato a vista che determinava inaccettabili ponti termici. Inoltre il tamponamento esterno, in laterizio e ceramica incollata, non era isolato adeguatamente e i serramenti erano in alluminio privi di taglio termico.
Terzo: il miglioramento del confort interno. E anche la rifunzionalizzazione degli spazi con la previsione di uno show room aziendale.
Quarto: la riqualificazione delle aree esterne di pertinenza.

CLICCA QUI PER LA FOTOGALLERY DEL PROGETTO

«Era un edificio rappresentativo di una fabbrica di ceramiche - ci racconta Marazzi - e quindi dovevamo utilizzare i prodotti aziendali; in questo modo la fabbrica avrebbe mostrato ai visitatori la bontà della propria produzione, e in particolare dei due grandi formati di punta: le lastre di gres 60x120 e quelle 90x90».
Dal punto di vista della composizione architettonica, la strategia è molto semplice: snellire e allungare lungo l'orizzontale l'edificio considerando unitariamente i due piani superiori, e utilizzando il piano seminterrato come un basamento reso figurativamente più sottile grazie agli elementi ceramici pensati come brise soleil; utilizzare, infine, i rivestimenti come moduli di un disegno geometrico semplice e astratto, reso più interessante da qualche rientranza e gioco chiaroscurale.
Per la riqualificazione energetica dell'edificio sono stati installati cappotti di polistirene espanso additivato con grafite in facciata e in copertura. Sono state predisposte intercapedini tra il cappotto e il rivestimento ceramico per assicurare la ventilazione naturale attraverso l'effetto camino. Sono stati sostituiti gli infissi con altri a taglio termico. Sono stati inseriti nella facciata esposta a sud ovest elementi frangisole, a sezione rettangolare e sempre in gres ceramico prodotto dalla fabbrica. E' stata inserita una facciata fotovoltaica a film sottile in silicio amorfo sul fronte sud: una soluzione che si è rivelata interessante anche nel suo effetto estetico perché ha permesso di risolvere brillantemente il problema del lato corto e cieco dell'edificio (l'altro lato corto è invece confinante con il capannone industriale).
E, infine, è stato sostituito il vecchio generatore di calore a metano con una caldaia a condensazione ad alto rendimento. Sempre al fine di fare di questo edificio un punto di richiamo anche pubblicitario dell'azienda, è stata curata l'illuminazione esterna, attribuendole una funzione scenografica. Le luci scelte sono led a basso consumo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA