Progettazione e Architettura

Il Politecnico di Milano capofila del restauro della città pakistana di Multan

Mila Fiordalisi

È a firma di un team di 70 persone fra ricercatori e docenti del Politecnico di Milano capitanati da Aldalberto Del Bo con il supporto di Xabier Monjas Kanpandegi, project manager della Fondazione Politecnico di Milano, il progetto di restauro della città storica di Multan, in Pakistan. Progetto che mira alla riqualificazione di una serie di edifici all'interno della città murata - che ospita circa 130mila residenti su una popolazione cittadina di oltre due milioni di abitanti - nonché alla realizzazione di infrastrutture e opere civili.

Realizzato nel quadro dell'accordo fra il Governo italiano e la Repubblica islamica del Pakistan per la conversione del debito per lo sviluppo (Pakistan-Italian Debt for Development Swap Agreement), il progetto "Sustainable, Social, Economic and Environmental Revitalization in the Historic Core of Multan City" è appena entrato nella seconda fase, quella operativa della durata di 30 mesi, e potrà contare su un budget iniziale di 4,5 milioni di euro, una cifra consistente parametrata ai valori locali (per fare un esempio lo stipendio medio di un addetto all'edilizia corrisponde a circa 50 euro).

«Dopo una prima fase durata poco più di un anno in cui sono state effettuate le rilevazioni con laser-scanner 3D necessarie per la mappatura cartografica dell'area, totalmente inesistente, e in cui sono stati individuati i principali progetti da portare avanti, entriamo ora nel vivo», spiega il presidente della Fondazione Politecnico di Milano Giampio Bracchi. In dettaglio sono quattro di dipartimenti del Politecnico di Milano coinvolti nell'operazione: Abc (Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito), DastU (Dipartimento Architettura e Studi urbani), Dica (Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale) e Dipartimento di Design. I ricercatori ed i docenti coinvolti nel progetto sono suddivisi in 14 gruppi; 32 fra ricercatori e docenti che sono già stati in Pakistan una cinquantina di volte. La squadra del Politecnico è affiancata da un team locale della Bahauddin Zakariya Univeristy nonché dagli esperti dell'Ev-K2-Cnr (ente che realizza progetti di ricerca scientifica e tecnologica in alta quota), di MMI srl, di Ingegneri senza Frontiere e dell'Aga Khan Trust for Culture.

«L'intervento ritenuto più urgente e tra i primi da attuare – annuncia Bracchi - è quello relativo alle infrastrutture, in particolare il rifacimento del sistema fognario». Ma gli interventi riguarderanno anche la riqualificazione e la messa in sicurezza di alcuni edifici storici, quelli più degradati e quindi più a rischio cedimento, e degli elementi lignei decorativi (tipici dell'architettura islamica) di numerosi palazzi antichi. «Un progetto specifico riguarderà la porta principale di accesso alla città murata, ricca di fregi e di decorazioni», annuncia Bracchi. La riqualificazione farà leva anche sullo sfruttamento delle rinnovabili: su alcuni edifici saranno installati pannelli fotovoltaici per il sostentamento energetico degli stessi. Si lavorerà inoltre alla creazione delle pavimentazioni stradali in molte porzioni della città storica e poi ad altre opere di carattere infrastrutturale, come ad esempio la realizzazione degli impianti di illuminazione pubblica ma anche quello elettrico generale.

All'appello non mancheranno opere di arredo urbano di vie e piazze e in un'ottica di rispetto ambientale saranno installate centraline per il rilevamento dei livelli di inquinamento.
Il progetto sarà accompagnato con la pubblicazione di un volume dedicato la cui pubblicazione è fissata a dicembre.


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