Progettazione e Architettura

Alvisi Kirimoto vince il concorso per la piazza di Hanoi: pedonalizzazione e bioclimatica

Paola Pierotti

Efficienza energetica e sostenibilità urbana e sociale sono il dna del progetto vincitore del concorso promosso dall'Ordine degli Architetti di Genova e vinto dallo studio romano Alvisi Kirimoto + Partners

Alvisi Kirimoto + Partners ha vinto il concorso di idee «Historical Hanoi 2013». Lo studio romano si è aggiudicato il primo premio per la gara promossa in Italia, per la riqualificazione urbana dell'antico quartiere di Hoan Kiem ad Hanoi, penalizzato oggi da una condizione di caos e di degrado.

Il concorso è stato promosso nell'ambito del memorandum d'intesa fra l'Associazione degli Architetti del Vietnam e l'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Genova. «L'iniziativa testimonia la volontà di recuperare il centro storico e la sua memoria attraverso il confronto con la cultura progettuale occidentale, in controtendenza - spiegano i promotori - con l'orientamento alla tabula rasa e allo sviluppo urbano incontrollato della maggior parte delle città del Sud est asiatico».

La proposta di Alvisi Kirimoto + Partners, concepita con l'architetto vietnamita Nguyen Dinh Thanh e vincitrice fra 52 candidature, mira a riorganizzare il cosiddetto «Quartiere delle strade dei 36 mestieri» descrivendo le condizioni per una nuova compagine funzionale capace di valorizzare il ruolo di cerniera urbana dell'area compresa fra il centro storico e il quartiere francese.

Pedonalizzazione e bioclimatica. Il progetto rielabora l'organizzazione del tessuto urbano compreso fra il lago Hoan Kiem, la piazza Dong Kinh Nghia Thuc e le vie Dinh Tien Hoang e Hang Dao, puntando su due temi portanti: la pedonalizzazione e la bioclimatica urbana, ovvero l'efficienza energetica e la sostenibilità urbana e sociale. «La scelta di eliminare il traffico è stata guidata dalla volontà di riqualificare l'ambiente urbano anche dal punto di vista energetico e dall'idea di definire nel cuore di Hanoi un'inaspettata e preziosa ‘isola di silenzio' al centro della quale abbiamo disegnato una piazza di pietra, acqua e luce» spiega Massimo Alvisi.

La nuova piazza, fulcro fisico e visuale del progetto, è pensata come luogo di aggregazione sociale: al suo interno una piattaforma rivestita di marmo e alta mezzo metro offre lo spazio per la sosta e l'osservazione, oltre a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico urbano in occasione di eventi pubblici.

La presenza di 36 getti d'acqua e 36 fasci luminosi visibili durante la notte, in memoria dei 36 mestieri che intorno all'area si praticavano, conferisce all'insieme un aspetto dinamico, capace di creare un ponte fra la storia del luogo e la nuova fisionomia della zona. In particolare, poi, il bando richiedeva una soluzione per cancellare il disordine creato dalla proliferazione di condizionatori sulle facciate, dai cavi elettrici e dalle insegne dei negozi. Il progetto risponde con una serie di «scatole energetiche» poste sulle coperture degli edifici che raggruppano i condizionatori e che al tempo stesso sono in grado di produrre energia attraverso l'impianto di pannelli fotovoltaici; con il cablaggio sotterraneo degli impianti elettrici; con la razionalizzazione del sistema delle insegne attraverso codici linguistici e cromatici che rievocano la fisionomia tradizionale delle vie del commercio cittadino.


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