Progettazione e Architettura

Unioncamere-GreenItaly: dall'economia verde 3 milioni di posti di lavoro, l'edilizia guida la ripresa

Alessia Tripodi

Presentato a Milano il rapporto sul mercato della sostenibilità e del risparmio energetico di Unioncamere e Fondazione Symbola - Realacci: «Stabilizzare ed estendere econobus» - Sala: «Expo 2015 prima Esposizione Universale sulla green economy»

Tre milioni di «green jobs» e 328mila imprese (il 22% del totale) che investono sulle tecnologie per la sostenibilità. E che quest'anno sono pronte ad assumere oltre 216mila figure professionali tra cui bioarchitetti, ingegneri energetici, geometri ambientali, installatori di impianti green e carpentieri «sostenibili». E se l'economia verde assorbirà il 61,2% di tutte le assunzioni per le attività di ricerca e sviluppo programmate dalle aziende italiane, l'edilizia sarà sempre più uno dei «cuori» trainanti del mercato. È la fotografia scattata da «GreenItaly 2013. Nutrire il futuro», il rapporto annuale sulla green economy nazionale di Uniocamere e Fondazione Symbola (scarica il testo ) presentato in occasione di un convegno nella sede Expo 2015 di Milano al quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ed Ermete Realacci, numero uno della Commissione Ambiente della Camera e presidente della Fondazione Symbola.

«La nuova edilizia è uno dei cuori trainanti della green economy e un'efficace risposta alla crisi - afferma Realacci - e per questo la stabilizzazione ed estensione degli econobus deve rappresentare una priorità per il Governo, che deve impegnarsi a sostenere un settore che ha perso 500mila posti di lavoro e che tiene insieme innovazione, sostenibilità e abbattimento della bolletta energetica e innovazione. Basti pensare -fa notare Realacci - che le famiglie hanno pagato un Imu medio di 235 euro, ma le bollette in una casa ben costruita rispetto a una che non rispetta criteri ambientali sono inferiori in media di ben 1.500 euro all'anno».
I dati del Rapporto dicono che tra il 2012 e il 2013 l'economia «verde» in Italia ha prodotto un valore aggiunto di 100,8 miliardi di euro in termini nominali, pari al 10,6% del totale dell'economia nazionale. Le imprese che hanno scommesso sull'eco-efficienza hanno visto aumentare la loro competitività all'estero (il 42% delle realtà manifatturiere che investono sul green esportano i propri prodotti, contro il 25,4% di chi non lo fa), il tasso di innovazione, la redditività (che cresce per il 21,1% delle aziende eco-investitrici, contro il 15,2% delle non investitrici). Con un impatto positivo sull'occupazione (anche giovanile): secondo i dati, il 42% del totale delle assunzioni under 30 programmate quest'anno dalle imprese dell'industria e dei servizi con almeno un dipendente verrà fatto proprio dal quel 22% di aziende che fanno investimenti green. Assunzioni che saranno a tempo indeterminato nel 52% dei casi, contro il 40,5% per le figure non connesse al mercato «verde».

«GreenItaly ci racconta di un'Italia che sa essere più competitiva e più equa, perchè fondata su un modello produttivo diverso, in cui tradizione e innovazione, sostenibilità e qualità si incrociano realizzando una nuova competitività» spiega il presidente Dardanello, sottolineando che «l'Expo 2015 è un'occasione unica per presentare al mondo questo modello di sviluppo e se vogliamo che sia vincente dobbiamo sostenerlo combattendo l'eccesso di burocrazia e adottando politiche fiscali e industriali più green anche nella formazione, nella tassazione al lavoro, nel credito». E proprio il Commissario Unico per l'Expo 2015, Giuseppe Sala, ha annunciato che «Expo Milano vuole essere la prima Esposizione Universale della green economy, una sfida che è parte integrante del progetto che stiamo realizzando».


© RIPRODUZIONE RISERVATA