Progettazione e Architettura

Hotel, turismo e design al test dell'efficienza

Paola Pierotti

Anche gli alberghi si reinventano. La corsa al bollino rischia di far prevalere il marketing sulla qualità complessiva del progetto. Matteo Thun: «Nelle strutture con forte identità ci sono elementi di eccellenza che non si possono misurare in un percorso di valutazione della sostenibilità». Alberto Cecchetto: «Più si cerca un prodotto speciale, meno è possibile adeguarsi»

L'elenco delle certificazioni quando si parla di hotel è lungo: si inizia con il Leed, ClimaHotel, CasaClima classe A e Passivhaus. Alle certificazioni si aggiungono i bollini di settore come l'etichetta ecologica Ecolabel, un attestato di eccellenza riconosciuto a livello europeo o il cosiddetto Green Globe, che certifica a scala internazionale scelte di turismo sostenibile. Tanti hotel si affiliano sotto un unico marchio, come il caso dell'Eco World Hotel, il primo gruppo di alberghi e b&b ecologici ed ecosostenibili, altri ancora si consociano per garantire uno standard comune di qualità, come nel caso dei Leading Hotels.

«Ogni certificazione è importante a patto che sia comprensibile e super-regionale. Lo slalom delle certificazioni regionali purtroppo non ci aiuta» ha commentato Matteo Thun, architetto milanese progettista di numerose strutture alberghiere come quella dell'hotel Vigilius Mountain Resort che quest'anno compie i suoi primi 10 anni (fotogallery ). «Bisogna prestare attenzione al fatto che certificazione non sia sinonimo di marketing: ci sono elementi di un buon progetto che non sono certificabili – dichiara Alberto Cecchetto, progettista del nuovo Lido Palace di Riva del Garda – e a maggior ragione quando parliamo di hotel con una forte identità si va oltre i parametri standard che possono essere verificati in un percorso di certificazione».

Thun e Cecchetto sono due progettisti italiani che hanno firmato moderne strutture alberghiere e che vedono la certificazione come un'opportunità, come un target di riferimento, ma non come uno scopo da raggiungere attraverso precise scelte progettuali. «Il Lido Hotel di Riva del Garda è un cinque stelle e sta diventando esso stesso un modello sperimentale, un indicatore per eventuali altre strutture a sei stelle – ha commentato Cecchetto –. Nelle strutture alberghiere la differenza non è data solo dalle prestazioni ma anche dal personale, dall'accoglienza, da parametri più soft che riguardano la gestione delle strutture. La certificazione – ribadisce – anticipa alcuni temi e garantisce un livello di standardizzazione minima, ma più si cerca un prodotto speciale, meno è possibile adeguarsi».

Da Saint Vincent a Merano, da Riva del Garda a Piancavallo e Bolzano, cinque architetture modello firmate da architetti italiani (fotogallery )

Quando si parla di innovazione nel mondo dell'hotellerie ci si confronta da un lato con il tema della sostenibilità e delle performance di eccellenza (legate al design del prodotto, ai servizi offerti e alla gestione), ma anche si fa riferimento alla sperimentazione.

«L'efficienza energetica e l'ecologia dei processi sono diventate un'esigenza e hanno molto spazio nel dibattito culturale ed economico» commenta Stefano Testa, architetto torinese che guida lo studio LEAPfactory e ha appena ultimato un eco-hotel in Russia sul monte Elbrus a 4mila metri di altezza. «LEAPfactory è una start up nata nel 2012, per ora stiamo lavorando di più con i mercati internazionali che sembrano più sensibili al tema: vogliamo applicare la nostra ricerca progettuale nel mercato delle costruzioni». In due anni di vita LEAPfactory può vantare un fatturato dell'ordine dei 2 milioni di euro: ha realizzato tre interventi, l'ultimo è un investimento: «Abbiamo appena costruito un sistema di depurazione dei reflui adatto per i climi freddi, potrà essere un progetto sperimentale adatto per tante situazioni italiane» commenta Testa.
Innovazione green vuol dire sperimentazione in termini di scelta dei materiali e di impiego di maestranze specializzate (come il mondo del legno-arredo della Brianza, per quanto riguarda LEAPfactory) ma anche di scelte progettuali. Matteo Thun sempre in Alto Adige ha sviluppato un concept per la costruzione di un hotel ipogeo. Doveva essere infatti tutto sottoterra il progetto sviluppato dall'architetto milanese per il Bellavista, un progetto pilota precertificato ClimaHotel (ma in seguito la committenza ha optato per una soluzione alternativa con un ampliamento più tradizionale).

Sostenibilità ecologica, economica e socio-culturale è questo il leitmotiv quando si parla di nuove costruzioni. E questo vale soprattutto per alcune tipologie come quella residenziale dove chi acquista o affitta un immobile sempre più spesso si preoccupa dell'efficienza, dei consumi e delle performance. Per quanto riguarda gli hotel, il «bollino» serve generalmente agli imprenditori per un posizionamento migliore sul mercato.

Oltre il marketing, il vero successo sta nei buoni progetti (integrati). Basta osservare le ricadute economiche dei grandi nuovi hotel di lusso come il Vigilius Mountain Resort o come il Lido Palace di Riva del Garda ma lo conferma l'esperienza di un altro progettista italiano, Stefano Pujatti, che con il suo studio Elasticospa+3 ha realizzato un nuovo hotel a Piancavallo. «Il nuovo hotel 1301iNN (Slow Horse) non ha nessuna certificazione legata alla tipologia specifica ma è un hotel in Classe A, studiato per essere energeticamente efficiente. Niente Leed né ClimaHotel, nel dna del nostro lavoro c'è l'attenzione all'ambiente e questo si riflette nelle nostre scelte progettuali».

Theiner's Garten Bio Viltahotel. Il primo hotel certificato ClimaHotel e realizzato da Rubner

A Trento il primo hotel passivo Passivhaus


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