Progettazione e Architettura

«Piccole utopie» in mostra a Shanghai. Dieci architetti italiani promossi dal Maxxi e dal Mae

Paola Pierotti

Il Ministero degli Affari Esteri e il Museo delle Arti del XXI secolo hanno inaugurato a Shanghai una mostra che racconta lo stato dell'architettura italiana. «Piccole utopie» presenta il lavoro di dieci studi scelti da Nord a Sud che espongono altrettanti progetti di recente realizzazione

Il Ministero degli Affari Esteri e il Museo delle Arti del XXI secolo, Maes e Maxxi, hanno inaugurato a Shanghai, alla facoltà di Architettura Tongji University una mostra che racconta lo stato dell'architettura italiana contemporanea, tra storia, ricerca e innovazione.

Dieci architetture (da poco realizzate) raccontano all'estero che cosa sanno fare i professionisti italiani. Gli studi invitati in questa operazione sono dieci: bam! bottega di architettura metropolitana (Torino), Matilde Cassani (Milano), Elasticospa (Chieri, Torino), Maria Giuseppina Grasso Cannizzo (Vittoria, Ragusa), Labics (Roma), Modus Architects (Bressanone, Bolzano), OBR Open Building Research (Genova, Londra, New York), Umberto Riva (Milano), stARTT (Roma) e CZA Cino Zucchi Architetti (Milano).

La mostra, curata e progettata dal MAXXI Architettura, si intitola «Piccole utopie» e si propone come una ricognizione nel tessuto più vitale della nuova architettura italiana.

Tra i temi a cui si fa rifermento ci sono: ecologia e sostenibilità, integrazione con le nuove tecnologie; spazio pubblico e relazione con la vita di vecchie e nuove comunità; innovazione nelle forme, nelle tecniche e nei materiali; attitudine al riciclo del patrimonio esistente; qualità del paesaggio, urbano e non; qualità e innovazione del progetto residenziale; relazione con il patrimonio storico.

I progetti? Tra gli altri c'è un hotel, 1301 Inn - Slowhorse, realizzato a Piancavallo, in provincia di Pordenone, un progetto di riconversione di una struttura esistente e una nuova architettura in classe A (Elasticospa). Per l'area culturale il progetto-modello scelto per la mostra è il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino (CZA) e per quanto riguarda il tema residenziale ci sono sia la casa-atelier Kosterner costruita a Castelrotto, in provincia di Bolzano (Modus Architects) sia il complesso residenziale Milanofiori sviluppato per il gruppo Brioschi (OBR) nel capoluogo milanese. È riuscito ad entrare nella top10 anche il Mast, il museo aziendale e servizi multifunzione, inaugurato poche settimane fa a Bologna (Labics).

Vedi la fotogallery con le dieci architetture

«Il percorso della rassegna si muove alla ricerca delle migliori energie architettoniche
italiane lungo tre direzioni parallele: gli autori, i progetti, i temi. La prima traccia, quella degli autori e delle loro biografie - racconta Pippo Ciorra, curatore della mostra - consente di comprendere come cambiano la formazione e la collocazione degli architetti italiani, molto più inseriti, rispetto agli ultimi decenni del XX secolo, negli scenari culturali e professionali globali.
La seconda, quella dei progetti, permette di mettere in luce una serie di esempi realizzati
di assoluto rilievo, molto spesso prodotti da un nuovo scenario di rapporti con la
committenza privata e istituzionale. La terza registra infine una tensione nuova verso i temi più legati all'idea attuale di ricerca e innovazione, intesa come innovazione espressiva, sociale, scientifica, tecnologica e ambientale».


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