Progettazione e Architettura

Assicurazione obbligatoria, il vademecum per capire quando la polizza è necessaria per l'ingegnere

Giuseppe Latour

Il centro studi del consiglio nazionale ingeneri ha diffuso le prime risposte alle Faq presentate dai propri iscritti. Le risposte sono organizzate per categoria di attività (studio, collaboratori, società, imprese e dipendenti di enti pubblici)

A partire da che momento un neo-professionista deve stipulare la polizza? Come funziona l'obbligo per gli associati a uno studio? Come devono comportarsi i dipendenti di imprese private? E quelli che lavorano per enti pubblici? L'applicazione concreta dell'obbligo di stipulare una polizza professionale è piena di incertezze e, a volte, addirittura di insidie. Così il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri ha aperto una finestra dedicata ai propri iscritti sull'argomento, nella quale risponde alle domande di chi non sa come comportarsi. Ne riportiamo alcuni esempi di seguito.

Per ciascuna categoria di progettisti i dubbi si ripetono e si stanno formando orientamenti ormai consolidati. I soci di uno studio, ad esempio, spesso stipulano una polizza per coprire le attività svolte in gruppo, ma non è detto che queste tutelino tutte le prestazioni singole. Così, quando si eccedono i limiti della polizza di studio, dovranno sottoscrivere una nuova copertura. I più giovani, poi, spesso non timbrano e non firmano progetti all'inizio del loro percorso professionale. Anche per loro è legittimo il dubbio se debbano sobbarcarsi l'onere annuale.

Nel caso non svolgano prestazioni che li espongono a contatti con la clientela e, quindi, a cause di responsabilità civile, per loro non c'è necessità di pagare una compagnia assicurativa.
Altre domande ricorrenti riguardano i dipendenti pubblici che saltuariamente forniscono prestazioni professionali. Che, come è facile immaginare, si risparmierebbero volentieri il pagamento dell'ennesimo obolo. A tale riguardo lo scorso 11 settembre un professore di scuola superiore ha chiesto se l'assicurazione vincoli anche lui, che svolge incarichi in maniera soltanto saltuaria e per lavori di entità modesta. «Qualora lei intenda svolgere la professione di ingegnere - è la risposta lapidaria -, a prescindere dall'apertura di partita Iva sarebbe comunque obbligato, ovviamente per un massimale commisurato al valore economico degli incarichi assunti».

Consulta le domande e risposte predisposte dagli ingegneri, suddivise per ambito professionale (link)

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