Progettazione e Architettura

Cento storie di nuova (e buona) architettura italiana

Paola Pierotti

La buona architettura italiana c'è. Ecco il risultato di un'indagine elaborata da «Progetti e Concorsi». Negli ultimi anni sono state realizzate decine di architetture, pubbliche e private, attente al design e alle prestazioni energetiche, al rapporto con la città e al contenimento degli sprechi.

Come sta l'architettura italiana? Il termometro misura una certa insofferenza quando si sentono i professionisti lamentarsi sull'assenza di opportunità di lavoro, quando si registrano continue difficoltà con la burocrazia, quando si registra il mancato incontro tra domanda e offerta (sia per piccoli interventi di riuso e rigenerazione che per grandi operazioni, pubbliche e private).

L'architettura italiana è il fanalino di coda perchè la cultura della committenza non è ancora all'altezza dell'offerta, perchè i professionisti non vengono promossi se non sulle riviste di settore e perchè all'estero non vengono supportati dalle istituzioni. La questione è di merito e di metodo, basta ricordare che solo un progetto su cinque nato da concorsi arriva al cantiere .

Il quadro è grigio ma le eccezioni confortano: chi crede nel progetto fa un buon investimento nel tempo. Sul settimanale «Progetti e Concorsi» abbiamo raccolto un centinaio di storie di successo:


Storie di committenti illuminati. Isabella Seragnoli, presidente del gruppo Coesia, ha inaugurato da poco a Bologna il «Mast, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia» una nuova architettura privata che farà scuola tra gli imprenditori: voluta da una committenza ambiziosa, sviluppata da Labics, studio di architettura che è stato coinvolto attraverso un concorso, e che è stata realizzata coinvolgendo i migliori specialisti italiani e internazionali per ogni tipo di consulenza. A Napoli, nella zona Est è pronta la rigenerazione di un complesso esistente convertito in «fabbrica delle idee». Si tratta del progetto Brin69 firmato dagli architetti dello studio Vulcanica (leggi qui la storia del progetto e vedi la fotogallery ), dove un capannone dei primi del ‘900 lungo 250 metri è stato riconvertito con spazi per il lavoro e lo shopping: un incubatore di creatività dove si producono servizi innovativi, si fa ricerca , ci sono redazioni giornalistiche, laboratori e gallerie.

Storie di qualità e efficienza energetica a basso costo. A Marina di Ragusa un architetto di 35 anni, Nunzio Gabriele Sciveres, ha costruito per una cooperativa un complesso di 25 case sociali a mille euro al mq gli architetti dello studio 5+1AA Agenzia di Architettura hanno completato un complesso di case in Classe A, sempre a mille euro al mq .

Dal rendering al cantiere. Privilegiando i progetti che sono già diventati realtà si guarda al futuro monitorando anche il nuovo che arriva. Tra le novità: a Roma è partito il cantiere della nuova sede della Bnl a ridosso della nuova stazione Tiburtina, a Milano è partita la gara per i lavori per costruire il padiglione italiano Expo 2015.

Cento storie di nuova architettura italiana.
In un tempo di crisi dove il tema dell'architettura sembra congelato, dove si tende ad evidenziare il lungo elenco di opere incompiute e la mancanza di lavoro per i tanti professionisti (un terzo degli architetti europei sono italiani, a questi vanno poi aggiunti ingegneri e geometri che si occupano degli stessi temi), i fatti dimostrano che qualcosa è possibile.

L'incontro tra committenza e progettisti può generare prodotti innovativi, al passo con i tempi, integrati nella città, capaci di essere un volano per la rigenerazione e poli per nuove economie.

Da Nord a Sud negli ultimi dieci anni si contano decine di nuove opere di architettura e ingegneria. Il settimanale del Sole 24 Ore «Progetti e Concorsi» ha selezionata un'opera per ogni settimana, l'ha raccontata intervistando il progettista e il committente e cercando di indagare quanto la nuova architettura sappia incidere sulla vita quotidiana di chi abita, lavora, si muove, passa il tempo libero. Un'indagine attenta all'uso delle risorse, al contenimento o allo spreco; uno studio che cerca di raccontare le storie dei progetti; un banchmark che non parla in architettese (per i soli architetti) ma che vuole essere un utile riferimento per le pubbliche amministrazioni, i costruttori che si interfacciano con il mondo dei professionisti tecnici e con i committenti privati.

Da questo lavoro di ricerca è nato l'Atlante dell'Architettura (www.progettiecocorsi.ilsole24ore.com ) che include grandi e piccole opere, dai nuovi musei come quello di Roma firmato da Zaha Hadid a quello della Scienza di Trento firmato da Renzo Piano, alle tante piccole scuole costruite in tutt'Italia, dal centro diurno per disabili appena ultimato a Seregno nel milanese firmato da studio Archea all'asilo realizzato nell'aeroporto di Bari firmato dai giovani di Laboratorio Permanente, dalla scuola elementare di Ponzano Veneto firmata da C+S Associati alle due scuole realizzate con moduli prefabbricati all'Aquila e progettate dai napoletani Corvino+Multari.

Scuole ma anche residenze, chiese, uffici, spazi pubblici. Non è un libro dei sogni. E' tutto rigorosamente costruito e in Italia. L'Atlante dell'Architettura di Progetti e Concorsi è stato costruito con lo scopo di ricostruire la mappa del contemporaneo, frutto dell'impegno dei progettisti ma fortemente voluto da pubbliche amministrazioni illuminate e determinate, e committenti privati che hanno deciso di investire sul progetto.

#progettodelgiorno. Sul nuovo «Quotidiano della Casa & del Territorio», ogni giorno presentiamo il «progetto del giorno» (grazie ai social network con #progettodelgiorno è possibile ritrovare le architetture già raccontate nei giorni precedenti).

Vedi la fotogallery con le dieci opere raccontate nelle prime edizioni del Quotidiano della Casa & del Territorio

Alcuni esempi. Nell'Atlante ci sono alcuni hotel di particolare interesse come lo Sheraton di Malpensa firmato da King Roselli Architetti o il nuovo Parc Hôtel Billia in via di ultimazione a Saint Vincent in Valle d'Aosta su progetto dello studio Lissoni Associati. Una mappa che mostra le opere realizzate ma che racconta processi virtuosi, come quello ad esempio dell'hotel valdostano nato da una gara in cui i privati hanno scelto di affidarsi al ‘dialogo competitivo' prima di scegliere il miglior progetto da realizzare per valorizzare l'immobile esistente.

Il consorzio del Termeno con la cantina firmata da Werner Tsholl in Alto Adige, l'azienda Salewa con il progetto di Cino Zucchi Architetti e Park Associati per la nuova sede sempre a Bolzano, le sedi iGuzzini a Recanati o ancora Vodafone con il recupero degli immobili ex Olivetti a Ivrea con un progetto di Dante Benini. I committenti del contemporaneo in Italia sono centinaia. Seat Pagine Gialle ha affidato a Massimo Iosa Ghini la riqualificazione della sua sede, lo studio di Massimo Mariani a Empoli ha progettato la sede di Cabel Industry e lo studio Bags ha realizzato la nuova "casa" delle Winx a Loreto per l'azienda Rainbow.

Dal recupero dei centri storici con nuovi interventi residenziali e spazi pubblici, alla trasformazione di aree dismesse, dalla costruzione di grandi attrattori culturali alla costruzione di edifici di pubblica utilità che integrano spazi per la formazione, lo sport, il tempo libero, la mappa del contemporaneo non è grigia come appare.

Quello del contemporaneo in Italia è un viaggio tutto da scoprire. Se i cantieri sono evidenti in grandi città come Milano o Torino, non meno attiva è la provincia dove l'architettura si sta rivalutando come uno strumento economico e politico.


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