Progettazione e Architettura

Bologna, Ferrovie e Regione allontanano l'orizzonte della stazione Isozaki

Paola Pierotti

Mauro Moretti, ad del gruppo Fs: «Se il mercato immobiliare non riparte, i soldi per fare la stazione non li abbiamo». E la Regione, pur difendendendo l'accordo sulla nuova stazione di Bologna, ammette che senza valorizzazione delle aree Rfi (un affare da 340 milioni di euro) il progetto firmato dall'architetto giapponese slitta verso un futuro indeterminato

ll progetto di restyling della grande stazione di Bologna firmato da Arata Isozaki è fermo ai blocchi di partenza e il suo futuro è sempre più incerto: dipende dalla vendita delle aree dismesse del gruppo Fs. Mauro Moretti, ad del gruppo Fs, l'ha confermato la scorsa settimana a Bologna in occasione dell'inaugurazione di Expo Tunnel. «Se il mercato immobiliare non riparte – ha spiegato Moretti – i soldi per fare la stazione non li abbiamo». E la Regione, pur difendendendo l'accordo sulla nuova stazione di Bologna, ammette che senza valorizzazione delle aree Rfi (un affare da 340 milioni di euro) il progetto firmato dall'architetto giapponese slitta verso un futuro indeterminato.

Le condizioni del mercato sono cambiate in questi ultimi anni ma l'operazione lanciata con il concorso internazionale di archtiettura, promosso da Rfi, riguardava un'operazione urbana complessa, non solo il nodo ferroviario (che è comunque il più importante al centro del Paese).

«Il bando - puntualizza Andrea Maffei, partner italiano di Arata Isozaki - non diceva che erano stati stanziati i fondi però richiedeva di progettare anche le aree Bovi Campeggi ad uso direzionale, ex Oma in via Muggia per realizzare un dormitorio per studenti e anche di ipotizzare l'ampliamento degli uffici di Rfi oltre ponte Matteotti. La gara richiedeva un progetto preliminare anche per queste aree, oltre che per la nuova stazione». L'architetto milanese ricorda il lavoro svolto in fase concorsuale e sottolinea che già per questa fase di progettazione l'ente appaltante ha investito importanti risorse (dell'ordine di un milione e mezzo di euro) per coprire i premi al vincitore e i rimborsi ai gruppi ammessi alla gara.

In trent'anni tre progetti per la stazione di Bologna. Nel 1983 era stato indetto un concorso di progettazione con 110 partecipanti vinto ex equo da 5 gruppi: Enzo Zacchiroli, Sergio Crotti, Osvaldo Piacentini, Gian Ugo Polesello e Marco Porta. Nel 1995 il gruppo Fs aveva incaricato Ricardo Bofill per redigere un progetto della nuova stazione. E poi il concorso del 2009.

Qualche mese ha è stata inaugurata la stazione AV sotterranea ma la grande piastra sopra i binari, progettata da Isozaki resta nel cassetto. «Dal 2008 ad oggi abbiamo avuto ripetuti contatti con Rfi - racconta Andrea Maffei - ci è stata ventilata anche l'ipotesi di un ridimensionamento, ma ora capiamo che il cantiere si va allontanando. Non ci lamentiamo perchè il progetto ci è stato pagato ma avermo voluto passare ai lavori. Investire nelle infrastrutture in tempi di crisi è uno slogan che si ripete, ma quando ci sono le occasioni, tutto si ferma»

«Moretti aveva concluso il discorso di inaugurazione della nuova AV di Bologna nel giugno 2013, con un arrivederci al progetto Isozaki. Perché cambia la sua posizione dopo poco tempo?». Sono queste le domande aperte del progettista.


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