Progettazione e Architettura

Nuova Zelanda, team italiano si aggiudica il concorso per la ricostruzione post terremoto

Paola Pierotti

Lo studio Anselmi Attiani architetti Associati di Roma e Cresco Group di Genova, insieme all'impresa neozelandese Holloway Builders, hanno vinto il concorso «BREATHE The New Urban Village» indetto dal City Council di Christchurch (Nuova Zelanda) per la ricostruzione di una porzione della città andata completamente distrutta a causa dei due terremoti del 2010/2011 che hanno provocato centinaia di vittime nella regione.

E' made in Italy il progetto per la ricostruzione di Christchurch, seconda città della Nuova Zelanda distrutta da terremoto 2011. Lo studio Anselmi Attiani architetti Associati di Roma e Cresco Group di Genova, insieme all'impresa neozelandese Holloway Builders, hanno vinto il concorso «BREATHE The New Urban Village» indetto dal City Council di Christchurch (Nuova Zelanda) per la ricostruzione di una porzione della città andata completamente distrutta a causa dei due terremoti del 2010/2011 che hanno provocato centinaia di vittime nella regione.

Le immagini del progetto

«La vera sfida sia per gli architetti che per gli ingegneri - raccontano dal gruppo vincitore del concorso - è stata la volontà di usare materiali e tecniche costruttive del luogo, tradizionali per il mondo anglosassone, adattandole ad un design del tutto nuovo e rendendole più efficaci da un punto di vista sismico».

Il concorso, indetto all'interno di un importante piano di ricostruzione della città, ottenuto grazie anche alla partecipazione degli abitanti, prevedeva la progettazione e realizzazione di edifici residenziali e nuovi spazi comuni, con lo scopo di rivitalizzare il centro della città incoraggiando le persone a tornare ad abitare le aree distrutte dal terremoto.

Il concorso è iniziato un anno fa, nell'ottobre 2012, con 800 domande da tutto il mondo e 58 progetti ammessi provenienti da 15 paesi. Il concorso ha portato in una prima fase alla selezione di 4 gruppi finalisti, e in una seconda fase alla selezione del progetto vincitore. La giuria ha premiato «l'eleganza del design Italiano e le innovazioni tecnologiche» sviluppate dal consorzio Anselmi Attiani Architetti Associati (Roma), Cresco Group structural engineers (Genova) - insieme all'impresa neozelandese Holloway Builders.

Il progetto. Potrà diventare anche un esempio pilota per la ricostruzione di tutte le zone residenziali della città il progetto made in Italy che si sviluppa su un lotto di circa 8000 mq e prevede la realizzazione non solo di alloggi, ma anche di nuovi spazi pubblici, con aree a servizi e spazi commerciali di vicinato. Il numero di alloggi (appartamenti, case a schiera e loft), a seconda delle risposte di mercato, potrà variare da 75 a 90 unità. Tutte le abitazioni saranno dotate di standard elevati e accessibili ai portatori di handicap.

«Per le aree comuni e gli spazi pubblici sono previste aree condivise per gli abitanti di quartiere, con orti urbani e spazi verdi gestiti dagli abitanti e dai commercianti che usufruiranno di quegli spazi. Grande attenzione - spiegano i progettisti dello studio romano - è stata data alla sicurezza negli spazi aperti, con un sistema di aperture e illuminazione, che garantiscono un continuo controllo incrociato da parte degli abitanti stessi su tutte le aree introno agli edifici».

Architettura in legno. Dal punto di vista tecnico, il progetto prevede la costruzione di edifici in legno per i quali «il contenimento energetico - dicono gli architetti - è garantito non solo da adeguati sistemi di isolamento, ma soprattutto da semplici accorgimenti progettuali come il posizionamento delle finestre e un sistema di pannelli scorrevoli che aiutano a mediare l'ingresso di sole e luce all'interno delle case». L'uso di particolari materiali a base di resine naturali (PCM), permetterà poi di incamerare in spessori minimi tutto il calore necessario alle case, superando quello che rappresenta uno dei maggiori problemi delle costruzioni in legno, ovvero la capacità termica.

Tutta la struttura è in legno, e la sfida è stata progettare case in legno resistenti al sisma. Per le fondazioni è stato realizzato un sistema nuovo, appositamente brevettato (Armadillo foundation system), che rende tutto l'intervento più sicuro e sostenibile.


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