Progettazione e Architettura

Ingegneri: in Italia 600 km di gallerie da adeguare alle norme europee

Giuseppe Latour

Il nostro Paese è secondo solo al Giappone per numero di tunnel e assorbe il 60% di tutte le gallerie presenti sulle reti Ue. Solo il 10% è adeguato agli standard europei

Circa 650 chilometri di gallerie che, in larga parte, vanno ancora adeguate alle normative europee. Con un consistente investimento di mezzi e tecnologie. Questa sfida, cruciale per il mercato della progettazione e dei lavori pubblici nei prossimi anni, è stata al centro di un incontro organizzato giovedì mattina dall'Ordine degli ingegneri di Roma.

L'Italia, per morfologia del suo territorio, è il paese europeo con il maggior numero di gallerie e nel mondo è secondo solo al Giappone. Considerando la rete Tern (Trans european road network, l'insieme delle strade strategiche per lo sviluppo europeo), sul nostro territorio c'è il 60% delle gallerie dell'Ue. L'Austria, al secondo posto, è all'11%, la Germania è all'8% e la Francia al 7 per cento. In dettaglio, sulla rete Tern abbiamo 649 chilometri di tunnel in esercizio, 188 chilometri in fase di realizzazione e 131 chilometri in progettazione. Per un totale di quasi mille chilometri complessivi, in continuo aumento.

Il problema di questa fase non è la costruzione di nuove gallerie, ma l'adeguamento di quelle esistenti alla normativa vigente. La rete Tern, infatti, va necessariamente adeguata alle regole europee ma, al momento, risponde ai requisiti necessari solo nel 10% dei casi. Ci sono, quindi, poco meno di 600 chilometri di gallerie in esercizio che vanno ancora adeguate agli standard comunitari più aggiornati.

Ma non c'è solo il problema dell'adeguamento. Esiste anche una questione legata alle differenze di approccio negli interventi. I soggetti responsabili della gestione e della sicurezza di gallerie, infatti, agiscono spesso sulla base di riferimenti normativi differenti, non molte volte coordinati tra di loro. Spiega una nota dell'ordine degli ingegneri: «Non ci dovrebbero più essere aspetti ambigui e complessi tra la normativa nazionale ed europea per la sicurezza delle gallerie della rete Tern, la normativa di progettazione stradale e l'antincendio. Così come bisognerebbe eliminare i punti incerti relativi a elementi infrastrutturali, spaziature, obbligatorietà delle piazzole di sosta, corsie di emergenza, disomogeneità delle carreggiate. Ci vuole un metodo tecnico che esamini gli elementi rilevanti e sviluppi analisi, che realizzino prodotti tecnici completi ed esaurienti».

Commenta Carla Cappiello, presidente degli ingegneri capitolini: «Giornate come questa sono importanti, perché rappresentano il desiderio di cooperazione tra le parti: istituzioni, ingegneri progettisti, vigili del fuoco e aziende. Solo la cooperazione può portare alla risoluzione di queste problematiche sempre attuali e dai risvolti, purtroppo, tragici».


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