Progettazione e Architettura

Brin69, la fabbrica si fa giardino. Un edifcio mixed use come «porta» per Napoli Est

Paola Pierotti

A Napoli lo studio Vulcanica Architettura ha firmato il complesso Brin69, una «fabbrica delle idee» nada da un progetto di riconversione di un capannone dei primi del '900 lungo quasi 250 metri. Intervento da 50 milioni che sarà ultimato entro la prossima privamera

«Brin69 è un'avventura che non sarebbe stata possibile se non ci fosse stato un buon incontro tra architetti entusiasti, Comune collaborativo e imprenditori illuminati che non misurano l'architettura con il metro quadrato ma con la qualità del progetto». Così gli architetti dello studio Vulcanica descrivono l'operazione immobiliare promossa nell'area est di Napoli (Naplest) per conto di Aedifica e sviluppata da Cittamoderna.

Brin 69 è un progetto di riconversione di un'area industriale dismessa in un incubatore di creatività: al suo interno si producono servizi innovativi, c'è spazio per il commercio, uffici, aziende che fanno ricerca e progettazione, ci sono redazioni giornalistiche, laboratori e gallerie.

«Da qualche mese è entrato in funzione un call center, in uno dei quattro lotti che compongono la struttura – spiegano gli architetti napoletani –. Una funzione tanto discussa ma che ha portato un interessante plus nell'area: muove costantemente 500 giovani e funziona 24 ore su 24. A questi – dicono gli architetti per spiegare il successo dell'operazione misurato in vitalità urbana – si aggiungeranno altri 250 giovani ospitati in una casa per lo studente in costruzione in un edificio poco lontano». Su richiesta degli imprenditori privati gli architetti hanno trasformato una grande fabbrica della produzione metallica manifatturiera in un simbolo della rigenerazione urbana. Brin69 non è solo un progetto di architettura ma un progetto urbano.

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Mixed use. Oltre al call center è entrato in funzione da poco anche un secondo edificio che ospita un'autorimessa e alcuni uffici (compresa la sede del Sole 24 Ore di Napoli). Entro fine anno in uno dei due edifici ancora in cantiere si insedierà invece il marchio «Eccellenze Campane», un format che riprende il modello Eataly di Oscar Farinetti e che valorizza i prodotti del territorio. «Sull'edificio del call center abbiamo realizzato un giardino pensile, sull'altro appena ultimato c'è una grande fontana - racconta Aldo Di Chio, uno dei progettisti - oltre agli uffici, agli spazi per la ristorazione e a quelli commerciali si prevede anche l'insediamento di gallerie d'arte. Entro la prossima primavera potrebbe essere tutto ultimato ma ogni passo avanti è legato al mercato: chi compra vuole personalizzare gli spazi, quindi procediamo passo passo».

I numeri del progetto. «Come insegnano i teorici dell'agopuntura urbana – dicono gli architetti – abbiamo trattato la parte sensibile della città, con l'obiettivo di far guarire l'organismo urbano malato». In un grande capannone industriale dei primi del '900, lungo quasi 250 metri (è il più lungo edificio di Napoli, secondo solo all'Ospedale dei Poveri), largo circa 40, con un'altezza di 22 metri al colmo più alto delle due grandi navate di cui è costituito, 27.000 mq complessivi di superficie, oltre 15.000 mq di parcheggi e sistemazioni esterne, la struttura nuova si affianca alla preesistente realizzata in acciaio. Costo: 50 milioni.

Il concept. Quella che era una fabbrica inquinante oggi ospita un giardino pensile. I nuovi volumi sono trasparenti in direzione della città storica e pieni verso la città industriale, appaiono sospesi, sono immersi nello spazio della grande fabbrica, attraversano la griglia strutturale a differenti quote, oltrepassano le facciate, ritmano i prospetti.

Negozi e uffici sono collegati con la galleria centrale attraverso percorsi e ponti, trasparenti e sospesi; il perimetro vetrato esalta il gioco scenografico, moltiplica e riflette permeabilità e trasparenza. «Brin69 è la porta di Naplest, il primo tassello costruito (tre volumi sono ultimati e il quarto sarà pronto per fine anno) dei 22 interventi che compongono il maxi-piano di trasformazione urbana più grande d'Europa in cui si prevedono 2,3 miliardi di investimenti privati e altri 300 pubblici» spiega Ambrogio Prezioso, promotore dell'operazione.


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