Progettazione e Architettura

Milano, al traguardo le torri in legno più alte d'Italia per le case sociali gestite da Polaris

Paola Pierotti

Sarà inaugurato il 17 novembre il quartiere di Via Cenni su progetto di Fabrizio Rossi Prodi, vincitore di un concorso bandito nel 2009: 4 edifici di 9 piani realizzati in 16 mesi. L'intervento è stato realizzato da Polaris Real Estate. con Fhs e Fondazione Cariplo

Quando si parla di housing sociale l'Italia arriva tardi rispetto all'Europa ma prova a fare meglio. A Milano è pronto un nuovo quartiere che farà scuola: si chiama «Cenni di Cambiamento» ed è l'insediamento di 124 alloggi in classe A pronto in un'area di 17mila mq in via Cenni. Un progetto innovativo per la sperimentazione tecnologica con un sistema di strutture portanti in legno, per il concept architettonico che si integra in un'area degradata e per il mix di competenze che sono state chiamate in campo.

L'architettura è firmata dal fiorentino Fabrizio Rossi Prodi e il progetto è nato nel 2009 da un concorso internazionale di progettazione che ha coinvolto decine di professionisti.
Il cantiere è stato ultimato a settembre, dal 1 ottobre gli inquilini stanno entrando e per il 16 novembre è prevista l'inaugurazione.

Si tratta delle torri in legno più alte d'Italia e sono anche le più alte in Europa se si considera la sola tipologia abitativa.

Ecco le prime fotografie dell'opera realizzata

IL PROGETTO. Il complesso è formato da 4 edifici di 9 piani realizzati in soli 16 mesi. L'intervento è stato realizzato da Polaris Real Estate SGR SpA in collaborazione con Fondazione Housing Sociale (FHS) e Fondazione Cariplo nell'ambito del Fondo Immobiliare di Lombardia investito da CDPI sgr. L'intervento offre appartamenti a prezzo contenuto (trilocale in media a 500 euro al mese) a coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato e intende diffondere la cultura dell'abitare sostenibile e collaborativo.
Il complesso comprende 123 alloggi di diversa tipologia e superficie, proposti sia in affitto a canone calmierato che con patto di futuro acquisto, servizi condominiali, come lavanderia, living comunitario, fai da te, spazi per orticultura, tetti verdi, giardini officinali. Sono previsti spazi ricreativi, culturali e servizi dedicati ai giovani e alle famiglie.

«Gli inquilini sono stati coinvolti in un percorso che li porterà alla gestione degli spazi comuni e dei servizi collaborativi che sceglieranno di sviluppare insieme come il doposcuola per i bambini o il carsharing - racconta Giordana Ferri, direttore esecutivo della FHS -. Gli inquilini hanno già iniziato a riscaldarsi, in attesa di entrare nel proprio alloggio, formando gruppi d'acquisto per gli arredi, i traslochi e la connettività».

LE CARTE DEL SUCCESSO. «L'operazione di Via Cenni funziona perché si è lavorato su più fronti. In primis è stato gestito il vincolo della finanza, perché i numeri devono tornare. La buona progettazione architettonica è una seconda precondizione e non va intesa solo come gradevolezza degli spazi ma per la sua espressività e per la capacità dei volumi di muoversi nel territorio». Sergio Urbani, co-direttore generale di CDP Investimenti sgr e ex Ad di Fondazione Housing Sociale evidenzia quegli elementi che faranno dell'operazione di via Cenni un modello replicabile, anche riducendo ulteriormente i tempi. «Se partissimo ora, potremo fare tutto in tre anni. In questo progetto – aggiunge – particolare attenzione è stata dedicata alla razionalità del processo edilizio: senza sbavature abbiamo ottenuto un buon prodotto. E ancora non va tralasciato il tema sociale: il progetto ha dovuto rispondere in modo puntuale ad una domanda inespressa dei destinatari, creando condizioni per l'integrazione e incentivando l'uso di spazi a persone che a fatica dichiarano i loro bisogni».

L'operazione di via Cenni è totalmente privata, fatta esclusione per l'area che è stata vinta attraverso una gara di evidenza pubblica.

«Cenni di Cambiamento dimostra che si possono realizzare immobili di qualità facendo molta leva sull'innovazione tecnologica e coniugando questo aspetto con il contenimento dei costi. Siamo riusciti ad offrire appartamenti di qualità a canoni inferiori a quelli di mercato». Fabio Carlozzo, Ad di Polaris Re Sgr, fa un bilancio positivo del percorso che ha portato alla costruzione di questo nuovo complesso residenziale. «Il costo di costruzione – precisa - è di 1.250 euro/mq, quello di superficie vendibile è di 1.480 euro/mq».

Complessivamente l'intervento è costato 21,7 milioni e il costo di costruzione è di 18,4 milioni.

LA TECNOLOGIA E IL RAPPORTO CON LA CITTA'. In via Cenni si è impiegata per la prima volta la tecnologia XLAM: pannelli massicci di legno incollato a strati incrociati formano una struttura scatolare rigida e robusta, permettendo di rinunciare all'impiego di pilastri ed evitando quindi la concentrazione delle forze agenti sulla struttura e sulle fondamenta. «Il progetto è all'avanguardia anche dal punto di vista impiantistico – ha aggiunto Carlozzo –. Il plus energetico offerto dall'uso del legno è stato integrato dall'impiego di sonde geotermiche, dalla ventilazione meccanica controllata e da un sistema di raccolta d'acqua piovana che hanno permesso di certificare la Classe A del comparto».

«Il progetto nato dal concorso ha saputo risolvere anche un problema urbano e di integrazione con l'esistente, compresa la vicina Cascina. Le torri – spiega l'Ad di Polaris - salgono in un'area complicata da gestire, poco lontano c'è una caserma, degli orti e il deposito Atm. Le residenze sono integrati con altre funzioni urbane».


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