Progettazione e Architettura

Brindisi, nuovo look per il lungomare (a 13 anni dal primo concept)

Francesca Oddo

Dopo anni di attesa e di polemiche, è appena stato inaugurato il Lungomare Regina Margherita di Brindisi. Il progetto, firmato DODIMOSS di Genova con Ettore Zauli e AD Project di Lecce e Aldo e Marco Maldari, è costato 4 milioni e 798 milioni di euro per una superficie di 13 mila metri quadrati. Realizzata in circa due anni con l'impresa De Marco srl di Bari, la riqualificazione ha una storia molto più lunga

Dopo anni di attesa e di polemiche, è appena stato inaugurato il Lungomare Regina Margherita di Brindisi. Il progetto, firmato DODIMOSS (Egizia Gasparini, Gabriella Innocenti, Mauro Traverso) di Genova con Ettore Zauli e AD Project (Domenico Antonelli) di Lecce e gli ingegneri Aldo e Marco Maldar i di Brindisi (che hanno curato anche il coordinametno della sicurezza e direzione lavori), è costato 4 milioni e 798 milioni di euro per una superficie di 13 mila metri quadrati. Realizzata in circa due anni con l'impresa De Marco srl di Bari, la riqualificazione ha una storia molto più lunga.

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L'argomento era sul tavolo già dall'inizio degli anni 2000, quando l'amministrazione comunale affidò lo studio di fattibilità alla società di progettazione Ernst & Young e agli architetti spagnoli Miquel Corominas, Elias Torres e Alfredo Arribas. In un primo momento il Comune lasciò intendere di voler bandire un concorso di progettazione, in un secondo optò per una gara basata sul curriculum e sul criterio del prezzo più basso con un bando pubblicato nel 2011. Soluzione più veloce, necessaria per rientrare nei termini della richiesta dei finanziamenti comunitari attraverso il POR Puglia 2000-2006, ai quali si sarebbe aggiunto il contributo dell'Autorità Portuale. La decisione del Comune indusse l'Ordine degli Architetti di Brindisi a presentare un ricorso al TAR della Puglia, motivato dall'art. 91 del D. lgs. n. 163/2006 che recita: «quando la prestazione riguarda la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonché tecnologico, le stazioni appaltanti valutano in via prioritaria l'opportunità di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee». Il ricorso, finalizzato all'annullamento del bando, fu respinto. L'incarico, costituito dai tre gradi di progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva), dalla direzione lavori e dal coordinamento sicurezza, fu quindi assegnato agli attuali progettisti.

Nonostante il faticoso iter procedurale, oggi il waterfront di Brindisi conferisce nuova luce a una parte della città per troppo tempo abbandonata. Il progetto restituisce al contesto urbano un vero e proprio quartiere, nel quale la pietra locale, il legno, la vegetazione dialogano fra loro creando le premesse per una vitalità sociale ed economica rinnovata. Il progetto dovrebbe diventare l'elemento trainante dell'economia locale, favorendo l'insediamento e lo sviluppo di attività in simbiosi con quelle portuali, aumentando il valore aggiunto locale, i redditi, l'occupazione, i consumi. «Il lungomare ospita ora uno scenografico filare di palme piantumate lungo un nastro di pavimentazione lapidea che si interrompe davanti alla scalinata Virgilio - spiega Egizia Gasparini di DODIMOSS -, dove lo spiazzo diventa unitario e termina nella piazza antistante a palazzo Montenegro con un deck di legno che disegna una piazza ombreggiata protesa sul mare».


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