Progettazione e Architettura

Jean-Baptiste Pietri: «Usare la tecnologia con discrezione, così l'architettura non passa di moda»

Paola Pierotti

L'architetto francese autore di numerosi edifici residenziali, alberghieri e scolastici racconta come secondo lui la tecnologia debba essere un elemento da impiegare con discrezione. «Il Centre Pompidou è un'eccezione, privilegiare la semplicità». Non lontano da Parigi sarà ultimato tra un mese un edificio che integra hotel e residenze: sperimentazione nell'involucro-strutturale con isolante interno.

In architettura l'uso della tecnologia deve essere soft. La tecnologia è un elemento architettonico importante ma deve essere impiegata con discrezione: passa rapidamente di moda e l'architettura non può permettersi di invecchiare tanto in fretta». Sono queste le parole dell'architetto francese Jean–Baptiste Pietri, co-autore del progetto della torre orizzontale per uffici realizzata alla Fiera di Milano, progettista della torre residenziale H99 in costruzione a Marsiglia e architetto di numerosi interventi residenziali e scolastici. «Il Centre Pompidou di Parigi è un'eccezione. A mio parere una buona architettura privilegia la semplicità».

Case per studenti. Vedi le fotografie dell'opera

Nuove residenze a Marsiglia

Architettura industrializzata. Un progetto in costruzione

Tra un mese lo studio di Pietri ultimerà un intervento sperimentale a Issy-les-Moulineaux, in un'area suburbana a sud-ovest di Parigi. Un condominio che integra hotel e alloggi, un edificio con alte performance energetiche (vedi la fotogallery ).

Il progetto è nato da un concorso vinto nel 2009 e si caratterizza per un involucro innovativo. Quali sono le novità?
La volumetria è semplice: in 15mila mq di superficie ci sono 175 camere e 69 alloggi. La particolarità dell'edificio sta nella scelta di un involucro prefabbricato che integra il muro strutturale, l'isolamento e la finitura ad intonaco, interna ed esterna.

Per me innovare significa impiegare la tecnologia di sempre ma in modo nuovo, in questo senso in quest'architettura sviluppata in collaborazione con BET Franck Boutte Consultant abbiamo creato la struttura in calcestruzzo e "aggrappato" dall'esterno altri elementi metallici che definiscono gli elementi esterni, come le terrazze. Una soluzione progettuale per evitare ponti termici e migliorare la performance energetica. Queste scatole in zinco risultano indipendenti dalla struttura e orientati secondo specifici punti di vista e orientamento del sole.

Architetto Pietri, secondo lei quanto conta il rapporto tra architetti e committenti, imprese e aziende che producono i singoli elementi, per la realizzazione di un buon prodotto di architettura?
È fondamentale un'intesa fin dall'inizio. Se impresa e cliente non collaborano fin dall'inizio, accettano il rischio, nella maggior parte dei casi uscirebbero dei progetti ordinari. Penso ad esempio che il progetto di Les Moulineaux non sarebbe diventato realtà con un altro committente, che è stato il grande gruppo francese Eiffage che ha un'ottima conoscenza in campo progettuale e tecnologico. Abbiamo lavorato insieme costantemente due anni prima di definire la soluzione finale e l'abbiamo realizzato in un anno e mezzo, quando lavoro io considero anche il costruttore come un cliente.

Cosa significa per lei innovazione in architettura?
L'architettura del futuro sarà quella che sa reinterpretare in modo nuovo i materiali di sempre. Sarà qualcosa di nuovo, ma che sa ereditare da quello che già c'è. Immagino un'evoluzione non una rottura.

Una buona architettura è necessariamente costosa?
Quello che conta è il metodo. L'involucro di Les Moulineaux è costato complessivamente 300 euro/mq tutto finito, all'interno e all'esterno; molto più costose sono state invece le parti ‘aggrappate' metalliche. Si può fare della buona architettura contenendo i costi ma resta imprescindibile il rapporto tra richiesta del committente e soluzioni avanzate dai progettisti.

Si trovano committenti che chiedono tecnologie iper-economiche, serramenti in plastica per fare un esempio, pitture semplici per le pareti interne. Ma per fortuna generalmente i committenti francesi, privati, hanno una buona cultura del progetto: sono disposti a spendere, soprattutto nel settore residenziale, compreso il social housing.


© RIPRODUZIONE RISERVATA