Progettazione e Architettura

Architetti italiani in Cina, tradizione e modernità nella facoltà di legge a Shangai

Monica Zerboni

Realizzata in quattro anni e progettata da Kokaistudios, un team internazionale guidato da Filippo Gabbiani e Andrea De Stefanis

Memoria storica e progettualità contemporanea sono i due ingredienti che caratterizzano la nuova sede della Facoltà di Legge dell'Università di Shangai.

Realizzato in soli quattro anni dal momento dell'incarico (2009) a quella dell'inaugurazione (2013), l'edificio porta la firma di Kokaistudios, un team internazionale di trentacinque architetti che opera a Shangai.
Ne sono a capo Filippo Gabbiani e Andrea De Stefanis, intestatari di una storia di successo che, cominciata a Venezia dove tutti e due si sono laureati e hanno aperto uno studio nel 2000- ha visto un'irrefrenabile accelerazione a partire dal 2002, anno in cui i due progettisti si sono trasferiti in Cina.
Sono oltre centocinquanta i progetti realizzati da allora dallo studio, opere spesso premiate con riconoscimenti e menzioni speciali.

Le foto del progetto

La facoltà di legge rappresenta attualmente il coronamento del successo non solo per il prestigio della committenza- la Jiaotong University- ma soprattutto per l'esclusività della location assegnata: il cuore dello storico campus universitario.
«Proprio la posizione strategica dell'intervento richiestoci ha guidato e condizionato lo sviluppo del progetto» affermano gli architetti.
Il nuovo complesso sorge infatti al centro del campus, la cui architettura è cratterizzata da suggestivi edifici storici di mattoni a vista, immersi in un'oasi naturalistica nella quale spiccano piante secolari oggi protette.

La sfida intrapresa dai Kokaistudios è stata dunque quella di coniugare la tradizione del luogo con moderni criteri di sostenibilità allo scopo di esaltare le caratteristiche ambientali preesistenti.
Il risultato è un edificio la cui doppia personalità si traduce nella presenza di due aree funzionali distinte. La parte inferiore del complesso vede riuniti gli spazi pubblici e la biblioteca in un ampio involucro vetrato che un leggero sbalzo evidenzia e impone all'attenzione. Questo settore è ulteriormente marcato da una concentrazione di colonne e pilastri di cemento i quali, come tronchi d'albero, sostengono il blocco compatto delle aule e degli uffici amministrativi, tutti riuniti ai piani superiori.
Per favorire l'ingresso della luce naturale ai piani bassi e per aumentare la superficie fruibile i progettisti hanno disegnato un giardino ribassato che si allarga per sei metri davanti alla biblioteca. Si tratta di uno spazio di incontro e di relax, concluso dalla presenza di un teatro all'aperto per attività comuni.

Accanto al giardino gli ingressi alla facoltà sono chiaramente ripartiti tra quelli dedicati al pubblico e agli studenti sul lato ovest e quelli riservati ai docenti e al personale amministrativo sul lato est.
Anche il tetto, allestito come un giardino pensile, si aggiunge alla gamma degli spazi fruibili e offre una soluzione di sostenibilità che garantisce all'edificio un isolamento termico efficiente.
Nel progetto la scelta variegata dei materiali edilizi alterna al laterizio il cemento a vista e il vetro in differenti gradi di riflessione, offrendo un'interpretazione in chiave contemporanea della memoria storica del luogo al fine di conservarne l'unitarietà stilistica.
Al tempo stesso la nuova architettura, dal carattere decisamente contemporaneo, testimonia la continua evoluzione del sapere e si propone come rinnovato simbolo del campus per le generazioni future.


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