Progettazione e Architettura

Architetti italiani in Libia con il sostegno del Cnappc

Paola Pierotti

Freyrie firma un'intesa per la promozione di attività tra i due paesi. Si parte con una gara per il riuso delle architettuer danneggiate nel corso dell'ultimo conflitto. Particolare impegno riservato alle attività di restauro

Porte aperte per gli architetti italiani in Libia. Questa settimana il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Leopoldo Freyrie, firmerà un accordo con il Consiglio Libico di Architettura per promuovere attività congiunte. Tra le priorità ci sono l'organizzazione di concorsi di progettazione e di idee in entrambi i Paesi, la partecipazione a gare internazionali istituzionali che coinvolgano Italia e Libia, il trasferimento di know how (a partire dal restauro per quel che riguarda l'Italia) e ancora lo scambio di tecnici, professionisti e ricercatori. Quello promosso tra le due istituzioni è un accordo biennale attivato per incentivare gli scambi, promuovere conoscenza e cercare effettive opportunità di lavoro.

«Per dare concretezza al progetto Italia-Libia contiamo di promuovere una prima gara di progettazione, chiedendo soluzioni innovative per il riuso di architetture danneggiate nel corso dell'ultimo conflitto» hanno dichiarato dal Cnappc. Non solo mostre e fiere quindi, ma anche iniziative che possano produrre occasioni per l'attività professionale. I due istituti contano di cooperare in partnership anche con Associazioni, Ministeri, Enti governativi e non governativi, imprese e soggetti privati con l'obiettivo di scambiare tecnologia, normative ed esperienze professionali. «Si auspica di poter definire e implementare progetti comuni – fa sapere il Cnappc – sia il Libia sia in Italia per valorizzare la cooperazione e i risultati di questa sinergia».

Il tema dell'internazionalizzazione è al centro delle politiche del Cnappc che da qualche tempo ha avviato la costruzione di un database di architetti (www.seearch.it) per la promozione dei professionisti italiani all'estero. Agli architetti si chiede di compilare una scheda da inserire in una database a cui potranno accedere i soggetti pubblici e privati, con i quali è stato stipulato uno specifico protocollo d'intesa. Con Seearch i committenti stranieri potranno invitare i professionisti italiani a concorrere all'assegnazione di incarichi professionali nei loro Paesi attraverso gare, concorsi o altre forme di selezione definiti di volta in volta. Grazie alla candidatura nello stesso database, il Cnappc premierà nei prossimi mesi l'Architetto dell'anno e il giovane talento italiano 2013.


© RIPRODUZIONE RISERVATA