Progettazione e Architettura

Internazionalizzazione. America Latina, tra protezionismo e iper burocrazia: istruzioni per l'uso

Paola Pierotti

Parla Alessandro Mendini: «Gli studi devono entrare nel mercato come fanno le imprese, fare joint venture e costruire società multidisciplari»

L'architetto Alessandro Mendini è appena tornato da San Paolo e farà tappa a Seoul e Pechino per contribuire a una riflessione internazionale sul futuro dell'interior design e sulle ricadute sui prodotti. Dopo numerosi tentativi, a 82 anni, Mendini è riuscito ora a produrre un divano per una giovane azienda di mobili «particolarmente agguerrita».

Intervista a Alessandro Mendini

Il mercato internazionale si affronta così: integrando cultura e business, con pazienza e stringendo alleanze con i locali. Il mercato internazionale è l'orizzonte di molti studi, ma chi improvvisa spesso non riesce a portare a casa i risultati attesi. Decine di professionisti dichiarano di essere amici di Emiri, di ministri cinesi, di sindaci di grandi capitali: nella maggior parte dei casi questi chiedono progetti e poi spariscono. Oltre i confini europei uno studio di architettura di piccole o medie dimensioni non riesce a lavorare senza un supporto tecnico, legale e commerciale. E i mercati si affrontano solo stringendo partnership con studi di architettura o imprese di settore locali.

«Puntare all'estero non richiede investimenti giganteschi: si può valutare ad esempio il contratto di rete, associando più studi professionali – spiega Michele Lenoci, avvocato, consulente del Nuovo Istituto di business internazionale promosso dalla Camera di commercio di Milano –, gli studi professionali devono piuttosto smetterla di pensare di essere erogatori di attività intellettuale pura, bisogna entrare nel mercato come fanno le imprese, fare joint venture, costruire studi multidisciplinari che aiutano a migliorare l'offerta».

«In Messico, per fare un esempio – racconta Lenoci, che aprirà i corsi dedicati all'internazionalizzazione promossi dall'Ordine di Milano (vedi articolo a pagina 3) – non si trovano società italiane di progettazione che fanno da main contractor nella grandi commesse legate al settore del turismo, nonostante sia un settore in cui l'Italia ha grandi risorse. Il Brasile è un Paese più protezionista del Messico e in questo caso va tenuto in considerazione che la burocrazia non è sicuramente migliore della nostra». Lenoci, parlando di queste realtà dell'America Latina aggiunge che si tratta di «paesi più arretrati in termini di cultura, ma sono dei fuori classe: se un piccolo studio porta un'idea innovativa potrà avere spazio. Ma attenzione – dice – non solo i cinesi copiano: il Brasile è un Paese a caccia di idee e know how. Chi lavora nel settore intellettuale si deve tutelare».

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