La comunicazione non è un tema di serie B per uno studio di architettura. Ne è convinto Matteo Thun che dopo aver realizzato libro "Matteo Thun. The Index Book", presentato da Hatje Cantz all'inizio dell'anno, ha deciso di sviluppare in modo innovativo il suo sito aziendale. Obiettivo? Rappresentare i progetti nel modo più trasparente possibile, fare di un sito uno strumento non solo 'vetrina' ma di servizio.

È online da questa settimana il sito www.matteothun.com sviluppato ad hoc per fornire all'utente un accesso mirato ai progetti di tre settori: architettura, interior design e product design, consentendo a tutti di scaricare una raccolta selezionata di progetti sotto forma di documento pdf.

«Se un tempo era sufficiente affidarsi al passa-parola e al denaro che circolava con facilità, oggi - ci racconta l'architetto Thun - è importante tenere sotto controllo e indirizzare in maniera mirata la propria comunicazione, il marketing, le PR. Soprattutto per esplorare nuovi mercati servono strategie. Penso alla Cina: tutti vorremmo essere presenti in Cina, ma in un mercato così ambito, occorre conoscenza e strategia. Anche noi abbiamo in cantiere numerose nuove attività per i mercati tradizionali e quelli nuovi. Tra queste includo il nuovo sito: non tanto sorprendente come strumento ma molto interessante a livello di funzionalità».

Matteo Thun è tra gli architetti della top25 (vai alla classifica dei primi studi italiani per fatturato ). Il suo successo è da attribuire a una committenza che passa dagli incarichi ai cantieri, al mix di attività dello studio e all'impegno nel mercato del lusso.

«La crisi mi piace pensarla come un momento di opportunità di riorganizzazione», commenta Thun. «Pensando al nostro studio - aggiunge - non penso ci sia una particolare strategia di crisi che ci sta premiando, piuttosto una linea di guida che adottiamo sempre, anche quando le condizioni al contorno sono favorevoli».

Che si tratti di progetti di architettura, di interior design o di product design, Thun si propone di offrire al committente «un prodotto semplice che grazie alla sua semplicità di linguaggio e la capacità di inserirsi nello specifico contesto - urbano o paesaggistico che sia - mantiene il suo valore a lungo termine». Niente fronzoli quindi che attraggono lo sguardo, bensì contenuto che guarda al luogo, al committente, alle risorse. «Questo approccio di "concretezza" e "semplicità" dà una sensazione di "certezza" al cliente che si sente tranquillo di spendere, perché può contare su un progetto dal valore durevole» aggiunge l'architetto.


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