Progettazione e Architettura

L'ospedale in Sudan di Tamassociati vince il premio Aga Khan

Paola Pierotti

Il centro ospedaliero Salam, progettato dagli italiani di Tamassociati, ha vinto il Premio Aga Khan. Si tratta di un intervento progettuale attento all'aspetto tecnico e tecnologico ed è frutto del confronto continuo con collettività e comunità locali.

L'ospedale realizzato per Emergency a Khartoum (Sudan), rappresenta un'idea progettuale che lo studio veneto persegue e realizza da 15 anni e offre un'occasione di raffronto sui grandi temi dell'uso migliore e sostenibile delle risorse, della gestione degli spazi, del futuro del territorio e delle persone che avrebbero vissuto quel luogo, standone sempre al centro.

Un ospedale pubblico, gratuito e bello con alti elevati standard sanitari e con sistemi energetici all'avanguardia.

Attenzione all'ambiente, architettura per i diritti e la giustizia, utilizzo rispettoso delle risorse naturali, sociali e economiche del territorio e ancora un'architettura che offre una riflessione sull'evoluzione del mestiere dell'architetto che intervenendo sul territorio ne può cambiare connotati e futuro. È questo l'identikit di un progetto premiato a livello internazionale.

Oggi il centro ospedaliero Salam è un punto di riferimento stabile per oltre 300 milioni di abitanti «e il suo successo – spiegano i progettisti - deriva proprio dal dialogo continuo tra obiettivi (inizialmente ‘utopici'), e risorse (energetiche, sociali, materiali) locali, che hanno dato forma a un ‘luogo del diritto', un concreto indizio di sanità e futuro in un territorio costantemente falcidiato dalla durezza delle estreme condizioni atmosferiche e dai micidiali colpi di coda inferti da uno ‘sviluppo' cinico, irrispettoso e violento che arriva da lontano».


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